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"Ersetu" proietta i Devangelic nell'olimpo del Brutal Death Metal "Ersetu" proietta i Devangelic nell'olimpo del Brutal Death Metal Hot

"Ersetu" proietta i Devangelic nell'olimpo del Brutal Death Metal

recensioni

titolo
Ersetu
etichetta
WillowtipRecords
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Brutal Death Metal 

FFO: Nile, Disgorge, Hate Eternal, Disentomb, Condemned 

LINE UP: 
Paolo Chiti - vocals 
Mario Di Giambattista - guitars 
Alessio Pacifici - bass 
Marco Coghe - drums 

TRACKLIST: 
1. Swarm of Serpents [03:46] 
2. Upon the Wrath of Divinities [03:17] 
3. Eyes of Abzu [03:17] =ASCOLTA= 
4. Subterranean Revelations [02:50] 
5. Embalmed in Visceral Fluids [03:48] 
6. Throne of Larvae [03:37] 
7. Vomiting the Infected [03:22] 
8. Sigils of Fallen Abominations [03:36] =ASCOLTA= 
9. Cryptic Resurrection [04:15] 

Running time: 31:48 

opinioni autore

 
"Ersetu" proietta i Devangelic nell'olimpo del Brutal Death Metal 2020-05-18 17:14:58 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il percorso di crescita dei romani Devangelic è arrivato ad un fondamentale punto di svolta: con il loro terzo album, "Ersetu", la band capitolina ha infatti tirato fuori quello che è sinora il proprio lavoro più completo e maturo. Ne è scorsa d'acqua sotto i ponti dal debutto "Resurrection Denied", album Brutal tout court, e dal seguente "Phlegeton", in cui i Devangelic hanno spostato il target verso lidi più tecnici: proseguendo nel loro approccio brutale, infatti, i Nostri hanno ulteriormente affinato il loro sound che, seguendo quel che è il concept del disco, può facilmente venire in mente i Nile dei primissimi lavori. "Ersetu" è, comunque, anzitutto un concept album basato fondamentalmente sul mito di Annunaki, la teoria della creazione attraverso DNA alieno e la leggenda del Grande Serpente, emblema del dio sumero Enki e dei suoi figli Ningishzidda e Marduk. Proprio per via delle tematiche inerenti alla civiltà mesopotamica, "Ersetu" è un lavoro pregno di influenze mediorientali, come possiamo ascoltare sin dalle primissime note che danno il via all'album, in "Swarm of Serpents". Uniti come una sola entità distruttrice, i quattro musicisti capitolini colpiscono l'ascoltatore con nove bordate di rara precisione, tanto da rendere impossibile poter preferire un brano sopra tutti gli altri. Ma ciò che colpisce maggiormente in questa terza fatica dei Devangelic è come diminuendo i riff ed i cambi di tempo siano riusciti a rendere il loro intenso lavoro più fruibile, senza che però venga mai a mancare per un attimo quella vena feroce che li contraddistingue sin dagli esordi.
Con "Ersetu" i Devangelic irrompono definitivamente, sfondando letteralmente quel confine che divide le bands underground dai colossi che dominano la scena; grazie a questo loro terzo album, insomma, i Devangelic sono ormai da considerarsi tra le maggiori realtà del panorama Brutal Death, e non solo a livello europeo.

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