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Tornano i Necrophobic con il loro lavoro più ambizioso e completo Tornano i Necrophobic con il loro lavoro più ambizioso e completo Hot

Tornano i Necrophobic con il loro lavoro più ambizioso e completo

recensioni

titolo
Dawn of the Damned
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death/Black Metal 

SIMILAR ARTISTS: Dissection, Watain, Sacramentum, Unleashed, Naglfar 

LINE UP:
Anders Strokirk - vocals
Sebastian Ramstedt - guitars
Johan Bergebäck - guitars
Allan Lundholm - bass
Joakim Sterner - drums 

TRACKLIST:
1. Aphelion [02:25]
2. Darkness Be My Guide [04:46]
3. Mirror Black [05:23] =VIDEO= 
4. Tartarian Winds [04:24]
5. The Infernal Depths of Eternity [07:33] =VIDEO= 
6. Dawn of the Damned [03:39]
7. The Shadows [04:55]
8. As the Fire Burns [04:01]
9. The Return of a Long Lost Soul [07:09]
10. Devils Spawn Attack feat. Schmier (Destruction) [03:42] =VIDEO= 

Running time: 47:57 

opinioni autore

 
Tornano i Necrophobic con il loro lavoro più ambizioso e completo 2020-10-11 15:45:04 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Ottobre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' una vera e propria seconda vita quella che stanno vivendo i Necrophobic, mai apparsi così in forma ed ispirati come in questi ultimi anni a partire, e non credo sia una coincidenza, dal ritorno alle chitarre di Sebastian Ramstedt e Johan Bergebäck, entrambi defezionari nel 2011 e tornati a casa nel 2016. Non è per l'appunto un caso, insomma, che in seguito a questi ritorni siano arrivati prima l'incredibile "Mark of the Necrogram", poi questo ancor più magnifico "Dawn of the Damned", che riesce non solo a confermare l'ottimo stato dei Necrophobic, ma innalza ulteriormente l'asticella per la band svedese, antesignana del Black/Death di matrice svedese e, ad oggi, massima espressione di questo particolare stile. Nel corso del tempo il quintetto scandinavo è riuscito a trovare man mano la quadratura del cerchio per quanto riguarda il proprio sound, in cui alle sinistre melodie e l'approccio feroce del classico Black/Death possiamo trovare anche fraseggi che molto devono al Thrash slayeriano - e direi che il nome della band lascia ben poco spazio a dubbi - ed al più classico Heavy Metal; è soprattutto questo a rendere meno scontato il sound dei Necrophobic, rispetto ad altri colleghi oggi più altisonanti - ogni riferimento a gruppi polacchi o austriaci non è propriamente casuale - che, seppur fautori di ottimi lavori, hanno oggi probabilmente qualcosa in meno rispetto all'act di Stoccolma. E' già dall'intro strumentale "Aphelion" e successivamente con quel tornado che è "Darkness Be My Guide" che ci si rende conto di come i Necrophobic abbiano un livello di scrittura difficilmente paragonabile in ambito Black/Death; uno stato di grazia che li porta ad una scarica di brani che nei quasi 50 minuti di "Dawn of the Damned" non presentano il benché minimo calo, come possono dimostrare ad esempio due pezzi fantastici come il singolo "The Infernal Depths of Eternity" e "Tartarian Winds", quest'ultimo che si gioca il titolo di miglior brano del disco con la conclusiva "Devil's Spawn Attack" (in cui troviamo come ospite Schmier dei Destruction).
Per gli amanti dell'Extreme Metal, i Necrophobic sono ormai una band imprescindibile; due anni or sono sembrava avessero raggiunto il picco della loro lunga carriera con "Mark of the Necrogram", ma i cinque demoni svedesi (tra cui, a proposito, segnaliamo il debutto del nuovo bassista Allan Lundholm) non si sono affatto seduti sugli allori, superando loro stessi con un nuovo lavoro nettamente superiore al precedente. C'è poco altro da aggiungere: "Dawn of the Damned" è uno di quei lavori da marchiare a fuoco con un "MUST HAVE". Se il Male avesse oggi una forma, avrebbe sicuramente le demoniache fattezze di questi cinque artisti svedesi.

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