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Terzo album per gli islandesi Auðn: uno dei migliori album Black da un decennio (e oltre) a questa parte Terzo album per gli islandesi Auðn: uno dei migliori album Black da un decennio (e oltre) a questa parte Hot

Terzo album per gli islandesi Auðn: uno dei migliori album Black da un decennio (e oltre) a questa parte

recensioni

gruppo
titolo
Vökudraumsins fangi
etichetta
Season Of Mist
Anno

PROVENIENZA: Islanda 

GENERE: Atmospheric Black Metal 

FFO: Winterfylleth, Dynfari, Misþyrming, Wiegewood 

LINE UP: 
Hjalti Sveinsson - vocals 
Aðalsteinn Magnússon - guitars, vocals 
Andri Björn Birgisson - guitars 
Hjálmar Gylfason - guitars 
Matthías Hlífar Mogensen - bass 
Sigurður Kjartan Pálsson - drums 

TRACKLIST: 
1. Einn um alla tíð [08:15]
2. Eldborg [04:09] =ASCOLTA= 
3. Birtan hugann brennir [05:33]
4. Verður von að bráð [05:50] =ASCOLTA= 
5. Drepsótt [03:16]
6. Næðir um [05:04]
7. Horfin mér [06:41]
8. Á himin stara [03:45]
9. Ljóstýra [05:54] =ASCOLTA= 
10. Vökudraumsins fangi [06:42] 

Running time: 55:09 

opinioni autore

 
Terzo album per gli islandesi Auðn: uno dei migliori album Black da un decennio (e oltre) a questa parte 2020-10-31 17:10:31 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    31 Ottobre, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non credo sia più un caso che l'Islanda si stia prepotentemente prendendo trono, scettro e corona in ambito Black Metal, in questi ultimi anni; con gli Svartidauði a preparare il terreno, nel corso degli anni sono arrivate altre ottime realtà come Misþyrming, Dynfari e Auðn. E sono proprio questi ultimi che, tramite Season of Mist, hanno appena pubblicato il loro terzo album, "Vökudraumsins fangi", che è, togliamoci subito il pensiero, probabilmente la miglior uscita Black Metal dell'anno. Un passaggio definitivo alla maturità per questa band che sin dagli esordi ha mostrato di avere un futuro roseo che prende definitivamente forma con un album perfetto sotto ogni singolo punto di vista.
Gli Auðn sono oggi diventato un sestetto, con l'ingresso del nuovo bassista Matthías Hlífar Mogensen, proveniente dagli Heift, e con l'ex bassista Hjálmar Gylfason che è andato ad aumentare il numero delle chitarre, ora tre. Doveroso specificare questo, perché gli Auðn che possiamo sentire in "Vökudraumsins fangi" hanno un suono più pieno, in cui melodie ed atmosfere hanno ancora un ruolo primario, ma cedono anche spazio ad un sound più diretto ed a molteplici influenze "esterne" che non fanno altro che giovare all'economia dell'album, donando una maggiore varietà ad un songwriting estremamente maturo. Si passa ad esempio dai toni disperati dell'opening track "Einn um alla tíð" alla teatralità di "Eldborg", dalle melodie 'dissectioniane' di "Drepsótt" alla brutale violenza di "Næðir um", dalla a suo modo sognante "Horfin mér" alle immagini folkloristiche di "Ljóstýra", fino ad arrivare in fondo alla title-track, in cui gli Auðn piazzano forti richiami Post-Black/Post-Rock e persino al classicissimo Heavy Metal britannico. Come dicevamo, l'avere ora tre chitarre rende più pieno il sound dei Nostri, ma sul piano dei musicisti una menzione al merito va sicuramente fatta al drummer Sigurður Kjartan Pálsson, autore di una prova stratosferica, ma soprattutto al cantante Hjalti Sveinsson, che grazie alla tecnica perfetta ed alla sua incredibile espressività può essere oggi considerato tra i Top 3 vocalist dell'intera scena Black Metal.
Aiutati anche da una produzione imponente, gli Auðn pubblicano quello che è ad oggi non solo il loro miglior lavoro, ma anche, con tutta probabilità, il miglior album Black Metal proveniente dalle fredde lande della vulcanica isola nord-europea. E sono proprio la connessione e la contrapposizione tra il ghiaccio artico e l'infuocato magma vulcanico che prendono forma nell'operato degli Auðn: un Black Metal glaciale come il ghiaccio eterno, ma pregno di un'infuocata passione che rende la band islandese la regina incontrastata della scena Black islandese e tra le miglior realtà in assoluto del genere.

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