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Utgard, nuovo album degli Enslaved, si candida come uno dei dischi dell'anno! Utgard, nuovo album degli Enslaved, si candida come uno dei dischi dell'anno! Hot

Utgard, nuovo album degli Enslaved, si candida come uno dei dischi dell'anno!

recensioni

gruppo
titolo
Utgard
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Line up: 
Grutle Kjellson - vocals, bass, keyboards
Arve Isdal - guitars
Ivar Bjørnson - guitars, keyboards
Håkon Vinje - keyboards, piano, clean vocals
Iver Sandøy - drums, keyboards, clean vocals 

Tracklist:
1. Fires In The Dark
2. Jettegryta
3. Sequence
4. Homebound
5. Utgardr
6. Urjotun
7. Flight Of Thought And Memory
8. Storms Of Utgard
9. Distant Seasons

opinioni autore

 
Utgard, nuovo album degli Enslaved, si candida come uno dei dischi dell'anno! 2020-11-04 13:57:19 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    04 Novembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 04 Novembre, 2020
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Parlare degli Enslaved equivale a tirare in ballo un corposo pezzo di storia del black metal norvegese. Il combo di Bergen (e dintorni) però ha sempre preferito in primis sia di star fuori dai sanguinosi fatti degli anni '90, sia di staccarsi dai classici stilemi per portare il genere ad un altro livello. Un’evoluzione che è maturata e cresciuta piano piano fino a diventare un marchio di fabbrica. La decade 2010-2020 ha segnato notevoli passi avanti con una manciata di dischi di notevole qualità per arrivare ad oggi con "Utgard", il quindicesimo album in studio, album che ha messo definitivamente alla batteria il nuovo entrato Iver Sandøy (fino ad allora presente solo nei live dopo la defezione di Cato Bekkevold) e consolidato il nuovo tastierista/cantante Håkon Vinje ora alla sua seconda prova.

Non si sapeva esattamente cosa aspettarsi da questa nuova fatica discografica in quanto gli Enslaved da molto tempo hanno spesso cambiato le carte in tavola inserendo nella propria musica folk nordico, prog, psichedelia ed in generale un approccio sperimentale. Gli ultimi quattro dischi sono abbastanza intercambiabili tra loro eppure, nonostante abbiano tutti un livello compositivo molto alto, quest’opera va addirittura oltre le aspettative. Prima cosa da evidenziare è la durata dei brani, spesso sui 4-5 minuti, mai troppo lunghi eppure ricchissimi di dettagli e sfumature; secondo aspetto è l’apporto del nuovo batterista Iver dallo stile molto fantasioso che dona nuova linfa al sound e per finire fa piacere ascoltare le vocals in pulito di Håkon sempre più a suo agio nel ricreare atmosfere evocative. Ogni traccia meriterebbe un’analisi approfondita ma il bello è proprio lo scoprire le piccole finezze nascoste nei brani come le scariche orgasmiche di “Sequence”, un brano prog senza esserlo davvero, le magie soliste dell’evoluta “Homebound” o ancora la danza ritmica di “Urjotun” dove c’è un magnifico incastro tra la chitarra ritmica e quella più psichedelica e sperimentale. Già così si potrebbe essere appagati eppure il quintetto nordico delizia gli ascoltatori anche con brani più quadrati come la cavalcata metallica simil-old school di “Flight Of Thought And Memory” (con un intermezzo ai limiti del jazz disperso nello spazio), la micidiale “Storms Of Utgard” con quegli assoli blues amalgamati ad esplosioni di ferocia in un infinito affresco erotico ed anche “Jettegryta” con quel riff chitarristico sporco e prepotente che lascia spazio ad un black metal tempestoso immerso nel prog settantiano misto al moderno grazie ad un intelligente uso delle tastiere. Mancano ancora due piccole gemme che in parte sono legate ovvero quelle più pagan/folk. L’opener “Fires in the Dark” parte con un coro vichingo colmo di pathos che lascia spazio a toni folk acustici dark, il consueto screaming che non manca mai, cori puliti e quel prog/black che ha reso famosa la band negli anni. “Distant Seasons” sorprende continuamente grazie ad un perfetto mix di melodie celestiali, atmosfere vichinghe e passaggi sonori inaspettati mostrando un gruppo sempre più preparato in tecnica esecutiva e scrittura.

C’è poco altro da aggiungere. Si corra immediatamente a comprare questo disco e ci si prepari all’ascolto con un impianto come si deve. Album immenso!!!

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