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Sull'ottavo full length degli Horna aleggia lo spettro della Morte Sull'ottavo full length degli Horna aleggia lo spettro della Morte Hot

Sull'ottavo full length degli Horna aleggia lo spettro della Morte

recensioni

gruppo
titolo
Kuoleman Kirjo
etichetta
World Terror Committee
Anno

PROVENIENZA: Finlandia

GENERE: Black Metal

TRACKLIST:
01. Saatanan Viiha [04:22]
02. Elegia [05:47]
03. Uneton [04:17]
04. Sydänkuoro [06:53]
05. Eläväna, Kuolleena [04:36]
06. Kärsimysten Katedraali [06:32]
07. Haudattujen Tähtien Yönä [05:23]
08. Rakas Kuu [06:07]
09. Unohtumaton [03:57]
10. Mustat Vuodet [04:34]
11. Pyhä Kuolema [03:39]
12. Veriuhri [06:08]
13. Ota Minut Vastaan [04:18]

Running Time: 01:07:34

LINE UP:
Spellgoth - vocals
Shatraug - guitars
Infection - guitars
VnoM - bass
LRH - drums

opinioni autore

 
Sull'ottavo full length degli Horna aleggia lo spettro della Morte 2020-12-08 16:22:39 Vera
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Vera    08 Dicembre, 2020
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Gli Horna sono tra quelle band che non necessitano per forza di una vera e propria introduzione, perché basta pronunciare il nome della formazione finnica per essere idealmente catapultati nel mondo glaciale del black made in Suomi, insieme ad altri esponenti di questa branca del metallo nero come Sargeist, Satanic Warmaster e via dicendo.
“Kuoleman Kirjo” (titolo traducibile come “lo spettro della morte”) costituisce l’ottavo full length della nutritissima discografia degli Horna e, dalle informazioni reperibili su Internet, si tratta del primo album che il mastermind e attuale chitarrista Shatraug ha composto in sinergia con Infection, altro chitarrista della band. Sembra che questa collaborazione abbia dato dei frutti più che soddisfacenti, considerando che “Kuoleman Kirjo” si attesta come una prova di black finnico da manuale, che personalmente ho trovato molto più valida del precedente “Hengen Tulet”, del 2015.
Lo “spettro della morte” evocato dagli Horna trova la sua espressione in tredici tracce della durata media di circa cinque minuti, che esibiscono tutte le caratteristiche del sound tipico della band che, nel corso degli anni, gli appassionati del genere hanno imparato ad apprezzare: riff caustici, tremolo come se non ci fosse un domani, blast beat scroscianti e quella sensazione di gelo e morte che solo un disco black di questo tipo può regalare.
La maggior parte dei brani si snocciola senza lasciare grandi possibilità di tirare il fiato, bombardando l’ascoltatore con quella che solo la definizione di “tempesta d’acciaio finlandese” (mi viene spontaneo citare Goatmoon) può rappresentare appieno. Nella bufera d’odio e morte che avvolge la quasi totalità di “Kuoleman Kirjo”, però, non mancano dei momenti che si contraddistinguono e non mancano di suscitare brividi positivi: cito, a questo proposito, le parti corali relativamente più lente contenute in “ Sydänkuoro” (“Coro del cuore”) e in “Unohtumaton” (“Indimenticabile”), ma anche all’interno di “Haudattujen Tähtien Yönä” (“Nella notte delle stelle sepolte”); quest’ultima inizia in modo marziale, grazie al ritmo sostenuto dispensato dalla batteria di LRH, diventando poi un pezzo molto epico, nel quale si affrontano tematiche legate all’universo lovecraftiano. Effettivamente, “Kuoleman Kirjo” è un disco vario anche dal punto di vista dei contenuti: se il filo conduttore è la morte in sè, non mancano delle digressioni dedicate alla costruzione di una cattedrale che rappresenti la sofferenza umana (“ Kärsimysten Katedraali”) e un’ode alla Luna, in qualità di testimone delle varie vicende che si svolgono con il favore delle tenebre (“Rakas Kuu”, titolo che significa, appunto, “Cara Luna”).
A dirla tutta, sono convinta che con “Kuoleman Kirjo” gli Horna siano riusciti a recuperare il tiro sferzante e freddo di un tempo, il che non significa però che abbiano semplicemente provveduto a un rimpasto del passato; al contrario, sono riusciti a creare un disco che, pur ricordandoci il tempo che fu, guarda comunque in avanti, senza concedere requie di alcun tipo.

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