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Particolarmente ispirato il brutale e tecnico esordio su lunga distanza dei The Malice Particolarmente ispirato il brutale e tecnico esordio su lunga distanza dei The Malice Hot

Particolarmente ispirato il brutale e tecnico esordio su lunga distanza dei The Malice

recensioni

titolo
Legions of the Dawn
etichetta
Satanath Records / More Hate Productions
Anno

PROVENIENZA: Germania/Svezia 

GENERE: Technical Death Metal 

FFO: Origin, Hour of Penance, Deeds of Flesh, Malevolent Creation, Morbid Angel 

LINE UP: 
Claudio Enzler - vocals
Hubeister Liljegren - guitars, bass, drums 

TRACKLIST: 
1. The Heirs ov Sekhmet [03:16] 
2. Witchery [03:26] =ASCOLTA= 
3. Purson [03:33] =ASCOLTA= 
4. Aeon ov Horus [04:08] 
5. Paimon [03:49] 
6. The Ophidian [04:07] 
7. The Son ov Midian [03:33] 
8. Possessed [03:41] 
9. Bebal [03:18] =ASCOLTA= 

Running time: 32:51 

opinioni autore

 
Particolarmente ispirato il brutale e tecnico esordio su lunga distanza dei The Malice 2021-01-02 13:10:45 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    02 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un paio di EP arrivano a pubblicare il primo full length i The Malice, duo formato dal cantante tedesco Claudio Enzler ( My Darkest Hate) e dal polsitrumentista svedese Hubeister Liljegren (ex-Sanctifica, ex-Crimson Moonlight); uscito lo scorso marzo, "Legions of the Dawn" è stato rilasciato da Satanath Records. E' un Technical Death nella più pura accezione del termine quello che ci offrono i The Malice: bastano i primi istanti di "The Heirs of Sekhmet" per trovare le coordinate stilistiche dei Nostri, che tra incessanti blast beat, sinistre melodie che danno una maggiore ariosità alle composizioni e tecnicismi mai fini a sé stessi, ricordano si da subito in primis gli Origin, anche se andando più a fondo con l'ascolto possiamo notare come le sonorità del duo vertano maggiormente verso un mix Hour of Penance + Deeds of Flesh, in cui non mancano momenti più finemente Death, con l'ombra di Morbid Angel e Malevolent Creation nascosa nei meandri di pezzi come "Purson" o "Aeon ov Horus". Da un lato possiamo dire che l'operato dei The Malice potrebbe facilmente cadere nel "già sentito", ma fortunatamente il songwriting della band appare bene o male ispirato, pur non brillando propriamente per originalità; unendo questo ad una produzione ottima che ben mette in risalto tutto senza apparire per nulla plasticosa ed una durata media dei brani abbastanza contenuta (l'intero disco supera di poco la mezz'ora, n.d.a.), possiamo tranquillamente affermare che il duo teutonico-svedese riesce nell'intento di offrire una prestazione generale più che dignitosa e, soprattutto, un primo album del tutto soddisfacente. Pezzi come "Witchery", la già citata "Aeon ov Horus" e, soprattutto, "Paimon" sono da considerarsi veri e propri highlights all'interni di un lavoro che non subisce cali di sorta, ma rimane anzi costantemente in tensione sino alla conclusione. La sufficienza, troviamo, è raggiunta e superata agevolmente da Liljegren ed Enzler: per i fans del Tech-Death per come lo intendiamo oggi, "Legions of the Dawn" potrà essere facilmente una gradita sorpresa.

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