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Nuovo disco per i Lipshok. Bisogna osare per ottenere risultati! Nuovo disco per i Lipshok. Bisogna osare per ottenere risultati! Hot

Nuovo disco per i Lipshok. Bisogna osare per ottenere risultati!

recensioni

gruppo
titolo
Shadows Of A Dark Heart
etichetta
Sliptrick Records
Anno

Tracklist:
1. Answer The Call
2. Don’t Fear Defeat
3. Looking Glass
4. Without A Flame
5. And So He’ll Fly
6. Alive Once More
7. Revenge
8. Unknown

Line up:
Scarlett Dark – Voce/Tastiere
Massimiliano Maggiari – Chitarra
Phil Jameson – Basso
Joe Londeree – Batteria

opinioni autore

 
Nuovo disco per i Lipshok. Bisogna osare per ottenere risultati! 2021-01-02 17:04:33 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    02 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Gennaio, 2021
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Direttamente da San Francisco ecco arrivare "Shadows of a Dark Heart", nuovo disco del combo Lipshok capitanato dalla cantante/tastierista Debbi Douglas - detta Scarlett Dark -, che si occupa di gran parte della composizione dei brani. Attivi presumibilmente da più di un decennio i musicisti americani con questo quarto disco proseguono la loro via sonora in bilico tra il rock ed il metal con qualche leggera contaminazione melodico/sinfonica.

Dopo diversi album e parecchi anni sul groppone ci si aspetterebbe una band matura e con le carte in regola per poter competere nel selvaggio e violento panorama musicale, ma purtroppo non è tutto rose e fiori. Andando diritti al punto le canzoni soffrono di un terrificante grado di mediocrità complice anche una produzione alquanto scarsa nei mezzi. I brani sono per la maggior parte piatti, scontati, con delle soluzioni strumentali banali (riffs chitarristici davvero poveri e già sentiti) ed una voce più adatta al pop che per un sound rock/metal. In realtà qualcosa di buono si percepisce e si mette in mostra grazie a delle tastiere gotiche sfiziose ed a qualche linea vocale gradevole come in “Answer The Call” o la riuscita ballata eterea a nome “Unknown”. Il resto delle tracce, nonostante qualche ritornello immediato, non sorprende, essendo privi di guizzi e presentano un’esecuzione troppo nella media (anche gli assolo melodici dai toni neo-classici non brillano più di tanto). Esempi di tutto ciò sono “Don’t Fear Defeat”, “Looking Glass” o “Without a Flame” che creano davvero il rischio sbadiglio risultando troppo leggeri per piacere agli amanti del rock melodico e nemmeno abbastanza aggressivi per chi ama il metal. Fortunatamente non è tutto da buttare perché si vede leggermente la luce con qualche episodio più riuscito come l’aggressiva “And So He’ll Fly”, con il suo riff massiccio, oppure l’emozionale “Alive Once More” (finalmente si risolleva anche la voce) ed a completare il trittico delle migliori ci pensa “Revenge”, nuovamente dura e melodicamente riuscita al pari della precedente. Il tutto però è davvero poco e lascia l’amaro in bocca, perché in fin dei conti la band ha un certo grado di professionalità ma pare abbia paura di dimostrare quel che saprebbe fare o magari vuole cercare di attirare appassionati in una musica che non riflette bene le radici del gruppo che probabilmente sarebbe più a suo agio nel pop o nel rock radiofonico.

Musicisti nella media ed idee nella media non bastano al giorno d’oggi per emergere e non è ammissibile dopo tanti anni volersi adagiare senza avere il coraggio di evolversi. Trascurabili se non si deciderà di cambiare.

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