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Noram, hard'n'heavy da Napoli Noram, hard'n'heavy da Napoli Hot

Noram, hard'n'heavy da Napoli

recensioni

gruppo
titolo
"Antropocene"
etichetta
Wanikiya Record
Anno

LINE UP:
Victor Rodriguez (Voce)
Alfredo Juliano (Chitarra Solista)

Bruno Di Lillo (Basso, seconda voce)

Miriano Marra (Chitarra ritmica)

Marco Maresca (Batteria)

 

TRACKLIST:

1. Danzando sulla neve

2. Un pugno di gloria

3. Antropocene

4. Parole di fuoco

5. Fantasmi

opinioni autore

 
Noram, hard'n'heavy da Napoli 2021-01-03 18:16:27 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Noram sono una band napoletana formatasi nell’ottobre 2018 per iniziativa del batterista Marco Maresca e del chitarrista Alfredo Juliano. Questo “Antropocene” è il loro primo lavoro, composto da 5 pezzi, interamente cantato in italiano, con artwork disegnato da un’artista con il mio stesso cognome (chissà se siamo lontani parenti….), Lidienne Cangiano. Il concept che sta dietro a questo EP è decisamente ambizioso, "Antropocene" indica infatti l'era geologica in cui viviamo, dove l'essere umano è il principale agente dei macrocambiamenti sulla Terra, a livello climatico e non solo, con conseguenza una spirale di deterioramento che presto distruggerà il nostro pianeta; la band si augura con la propria musica di poter contribuire ad evitare la catastrofe. Da sempre suonare heavy metal e cantare in italiano è alquanto complicato ed un po’ di nicchia, eppure l’hard’n’heavy dei Noram si lascia ascoltare piacevolmente, ricordando una sorta di vecchi Timoria (fatte le dovute proporzioni tra il grande Francesco Renga ed il buon Victor Rodriguez) opportunamente metallizzati. Rispetto alla band di Omar Pedrini, infatti, i Noram ci mettono una grossa dose di elettricità (merito delle due chitarre) ed un batterista che non disdegna di pestare a dovere sul proprio strumento. In alcuni casi, come nell’opener “Danzando sulla neve” (indubbiamente il pezzo migliore dell’EP), strizzano l’occhio alla vecchia scuola, ma nella maggior parte dei brani l’hard’n’heavy del gruppo è abbastanza moderno, anche per via di alcuni effetti utilizzati sia sulla voce che sulle chitarre. Normalmente non amo il cantato in italiano, ma il singer dimostra di essere capace (certo, non ha la voce e l’estensione di Renga) ed abbastanza versatile, arrivando ad essere finanche aggressivo, come nella conclusiva “Fantasmi” (forse il pezzo peggiore del disco), in cui rasenta l’harsh di scuola metalcore. Un certo atteggiamento spiritoso viene fuori invece nella seconda traccia “Un pugno di gloria”, in cui il gruppo all’inizio scherza sulla censura attorno all’uso delle parolacce. Il disco è la prima pubblicazione della neonata label italiana Wanikiya Record, a cui auguriamo ogni fortuna in futuro. Con questo “Antropocene” i Noram hanno realizzato un buon debutto, forse un po’ di nicchia (soprattutto per il cantato in italiano), ma tutto sommato piacevole da ascoltare, soprattutto per chi ama il buon vecchio hard’n’heavy.

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