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Gli Ondskapt ci fanno precipitare negli Inferi con "Grimoire Ordo Devus" Gli Ondskapt ci fanno precipitare negli Inferi con "Grimoire Ordo Devus" Hot

Gli Ondskapt ci fanno precipitare negli Inferi con "Grimoire Ordo Devus"

recensioni

gruppo
titolo
Grimoire Ordo Devus
etichetta
Osmose Productions
Anno

PROVENIENZA: Svezia

GENERE: Black Metal

LINE UP:
Acerbus: Vocals, Guitars
Daemonum Subeunt: Drums
J. Megiddo: Guitars 

TRACKLIST: 
1. Prelude [02:25]
2. Semita Sinistram [06:29]
3. Ascension [06:19]
4. Devotum In Legione [05:23]
5. Animam Malum Daemonium [08:01]
6. Opposites [05:20]
7. Paragon Belial [05:01]
8. Possession [07:24]
9. Old And Hideous [04:41]
10. Excision [07:18]
Running Time: 58:21

opinioni autore

 
Gli Ondskapt ci fanno precipitare negli Inferi con "Grimoire Ordo Devus" 2021-01-04 14:53:17 Vera
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Vera    04 Gennaio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un'attesa dovuta a vicissitudini e avversità varie ed eventuali, a un decennio di distanza dal precedente “Arisen From The Ashes” gli Ondskapt tornano con il potente e maestoso “Grimoire Ordo Devus”, disco che, anche a distanza di tempo, mostra che la compagine svedese non ha affatto perso lo smalto. Al contrario, il processo di cambiamento sembra aver portato nuova linfa oscura nelle vene della creatura di Acerbus, che negli ultimi anni ha visto modificare il suo organico: nella formazione attuale alla chitarra troviamo J. Megiddo (Joel Lindholm, attuale bassista dei Marduk e chitarrista degli In Aeternum), mentre dietro le pelli c'è Daemonum Subeunt (Claymords, Sterbhaus).

“Grimoire Ordo Devus” sviscera una carica maligna e demoniaca che rende l’album intenso, vibrante e cupo dall’inizio alla fine, a partire dal riferimento alle arti oscure contenuto nel titolo: infatti, il termine "grimoire" indica uno scritto contenente le indicazioni su come evocare le entità soprannaturali, fabbricare talismani e mettere in atto ogni tipo di sortilegio e incantesimo.

Il disco è introdotto da “Prelude”, intro disturbante costellato da voci stregonesche che sembrano voler dare il via ad una vera messa nera, che trova il suo inizio vero e proprio con “Semita Sinistram” (qui il riferimento è al Sentiero della Mano Sinistra, tipicamente associato alla Magia Nera), dove gli Ondskapt rilasciano pienamente la furia maestosa che accompagna tutto l'album, dall’inizio alla fine, con poche eccezioni, tra cui l’arpeggio acustico che dà avvio a “Paragon Belial”.

Ciascuna delle tracce di cui si compone “Grimoire Ordo Devus” rappresenta un piccolo capolavoro a sé e tende a manifestare un crescendo che si esaurisce gradualmente man mano che si prosegue con l’ascolto. Non è possibile citare solo una manciata di elementi che rendono convincente questa tanto attesa opera degli Ondskapt: tutto sembra funzionare in maniera pressoché perfetta, che si tratti della chitarra che si articola in modo sinuoso tra scale, dissonanze, tempeste di riff aggressivi e diabolici, o che ci si concentri invece sulla sezione ritmica mutevole, in cui sia la batteria che il basso si fanno sentire con il giusto equilibrio e contribuiscono a rendere i brani corposi e inesorabili. A rendere il tutto allo stesso tempo terrificante e solenne contribuisce anche la riuscita prova vocale di Acerbus, che per alcuni versi mi ha ricordato l’Attila di “Daemon”, il disco più recente dei Mayhem.

“Grimoire Ordo Devus” nasconde anche alcune chicche gustose, che vengono svelate durante l’ascolto. Tra queste, troviamo il sample dal film “The VVitch” contenuto all’interno di “Possession” e il momento sinfonico, quasi un anti-coro religioso, che chiude in bellezza “Excision” e sembra riprendere l’opener di “Draco Sit Mihi Dux”, del 2003.

Non ci sono mezzi termini per descrivere al meglio il quarto full length degli Ondskapt: a mio avviso, la band svedese ha forgiato un’opera meritevole di ben più di un ascolto, donandoci un’ora scarsa di black metal luciferino, monumentale e rovente come le fiamme infernali che avvolgono le creature demoniache. In conclusione, dunque, “Grimoire Ordo Devus” rientra a pieno titolo fra le uscite più valide in ambito black che l’infausto 2020 ha portato con sé e costituisce una doverosa aggiunta alla propria collezione se si apprezzano nomi illustri come Watain, Blaze Of Perdition, Deathspell Omega e i Mayhem più recenti.

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