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Dread Sovereign: i terribili sovrani del doom Dread Sovereign: i terribili sovrani del doom

Dread Sovereign: i terribili sovrani del doom

recensioni

titolo
Alchemical Warfare
etichetta
Metal Blade Records
Anno

TRACKLIST:
1. A Curse on Men (00:59)
2. She Wolves of the Savage Season (10:08) 
3. The Great Beast We Serve (04:51)
4. Nature Is the Devil's Church (08:25)
5. Her Master's Voice (08:11)
6. Viral Tomb (01:09)
7. Devil's Bane (05:22)
8. Ruin upon the Temple Mount (08:56)
9. You Don't Move Me (I Don't Give a Fuck) [Bonus track] (03:51)

LINE UP:
Nemtheanga- Bass, Vocals
Bones - Guitars
JK - Drums

opinioni autore

 
Dread Sovereign: i terribili sovrani del doom 2021-01-16 16:50:21 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    16 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 2021
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I Dread Sovereign sono un doom/black metal powertrio; sorti nella capitale irlandese nel 2013, per volere principalmente del bassista/vocalist Alan Averill, che molti di voi ricorderanno tra le file dei Primordial (che alcuni rammentano sotto il monicker Mortus) e dei Twilight of Gods. Lo pseudonimo che si è scelto, Nemtheanga (completo è Naihmass Nemtheanga), è ricollegabile proprio alla storica band anni ’90 autrice di un masterpiece del calibro di “The Gathering Wilderness”.
Le loro prime, infuocate tracce, risalgono all’EP “Pray to the Devil in Man” del 2013, cui hanno fatto seguito “All Hell's Martyrs”, il loro primo Full-length nel 2014 e “For Doom the Bell Tolls” nel 2017, che ha svelato il gusto dei nostri doomsters per i calembour ricavati dal parafrasare i titoli altrui: quest’ultimo, infatti, riporta alla mente il “For whom the bell tolls” dei Metallica, mentre il titolo di questa ultima fatica fa il verso a “Chemical Warfare” degli Slayer, combinato con il suggestivo richiamo alla nobile scienza dell’alchimia.
Ciò che contraddistingue il sound dei tre terribile sovrano, è il giusto equilibrio tra potenza, melodia, suggestività e mistero (specie nelle vocals di Alan), velocità (mai “a ogni piè sospinto”, né mortifera, bensì ben dosata da JK alle pelli) con vocalizzi a metà strada tra l’evocativo/narrativo ed il pathos tipico del genere.
Ci si ritrovano – ben miscelati – i Venom e gli Slayer meno accelerati, echi dei precursori del dark metal come Angel Witch e Witchfynde, qualche spruzzatina di thrash e di Trouble (dai quali è stato mutuato un basso super-compresso): un mix micidiale, caratterizzato da testi a sfondo storico, esoterico ed anticristiano.
Gli assoli di Bones, non sono particolarmente degni di nota, anch’essi ben centellinati e mai debordanti (a proposito di calembour, verrebbe da dire: ”ridotti all’osso”), ma comunque ben incastonati in tutto il contesto.
Il risultato è un cd particolare, sicuramente degno di entrare a far parte della vostra collezione super-heavy!

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