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I Fireforce proseguono sulla loro strada I Fireforce proseguono sulla loro strada

I Fireforce proseguono sulla loro strada

recensioni

gruppo
titolo
"Rage of war"
etichetta
ROAR! Rock of Angels Records
Anno

TRACKLIST:
1. Rage of war
2. March or die
3. Ram it
4. Firepanzer
5. Running
6. Forever in time
7. 108-118
8. Army of ghosts
9. Rats in a maze (CD exclusive)
10. A price to pay (CD exclusive)
11. From scout to liberator
12. Blood judge (CD exclusive)

LINE-UP:
Matt “Hawk” Asselberghs - Vocals, Guitars
Erwin Suetens – Guitars
Serge Bastaens – Bass
Christophe De Combe – Drums

opinioni autore

 
I Fireforce proseguono sulla loro strada 2021-01-17 09:28:37 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A quattro anni di distanza dal valido “Annihilate the evil”, freschi di un nuovo contratto con la greca Rock of Angels Records, tornano a farsi sentire i belgi Fireforce con il loro quarto album “Rage of war”. Anche questa volta l’artwork, realizzato dall’artista Eric Philippe (al lavoro anche per i Rhapsody, tra gli altri), riporta scene di guerre e combattimenti, ma non ci sono più dragoni o guerrieri medievali, ma ci caliamo nella guerra di secessione americana. La label greca ha fatto le cose in grande prevedendo anche un’edizione in vinile contenente un pezzo esclusivo intitolato “Tale of the desert king”, gentilmente messo a disposizione anche per questa recensione; si tratta di un brano molto cadenzato e sulfureo che ricorda vagamente qualcosa degli Iced Earth. L’edizione su cd, invece, ha ben 3 pezzi esclusivi, posti nella parte finale della tracklist; di conseguenza i fans della band ed i collezionisti del loro materiale avranno pane per i loro denti. Il sound della band è sostanzialmente rimasto invariato rispetto al passato, assestandosi su un power metal di scuola tedesca bello tosto e ricco di energia, con piacevoli parti soliste di chitarra e la batteria dell’ottimo Christophe De Combe che detta ritmi spesso forsennati, diventando strumento protagonista alla pari degli altri. Forse un po’ troppo relegato in sottofondo invece il basso di Serge Bastaens che spesso si fatica a sentire e che probabilmente avrebbe meritato maggiore risalto. Rispetto alla formazione del precedente disco, attorno al leader Erwin Suetens ancora una volta ci sono stati parecchi cambiamenti, la formazione si è ridotta da cinque a quattro elementi, con il già citato nuovo batterista ed un nuovo chitarrista, il francese Matt “Hawk” Asselberghs (ascia degli storici Nightmare) che si occupa anche del ruolo di singer. Per essere sincero, non ho mai amato queste ugole così sporche e graffianti e da sempre i Fireforce hanno vocalist di questo genere; anche lo stile di Asselberghs non si discosta da questo cliché che, detta schiettamente, non mi esalta, né mi convince particolarmente. Si tratta comunque di gusti personali che, in quanto tali, restano sempre ampiamente opinabili. Ciò che non è opinabile è il fatto che l’originalità non alberga da queste parti, il sound dei Fireforce è estremamente classico e legato ai canoni del power più duro di scuola tedesca, di conseguenza chi è alla ricerca di innovazione e freschezza deve tenersi lontano da prodotti del genere. Un disco come questo “Rage of war”, infatti, è riservato ai defenders più true e non credo che i Fireforce avessero un obiettivo differente, da quello di suonare solo e soltanto la musica verso la quale hanno evidente passione ed attitudine. In conclusione preciso che la votazione solo sufficiente è legata alla mia idiosincrasia verso certo stile di singer, perché a livello meramente musicale ci si poteva tranquillamente attestare su un mezzo voto in più.

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