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Il grigio muro sonoro dei Throwing Bricks Il grigio muro sonoro dei Throwing Bricks

Il grigio muro sonoro dei Throwing Bricks

recensioni

titolo
What Will Be Lost
etichetta
Tartarus Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda

GENERE: Post-Hardcore / Sludge

LINE UP:
Jordi Van Putten - bass
Bart Van Der Blom - drums
Jesse Stey - guitars
Marius Prins - guitars
Niels Koster - vocals

TRACKLIST:
1. What Will Be Lost / Won't Happen Again [05:27]
2. The Day He Died [06:33]
3. Constant Failure [04:02]
4. Ceremony [05:59]
5. Patterns Rise [04:01]
6. Glass Queen [02:32]
7. Galling [06:29]
8. Ready To Fall [04:29]
Running Time: 39:32

opinioni autore

 
Il grigio muro sonoro dei Throwing Bricks 2021-01-17 14:10:03 Vera
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Vera    17 Gennaio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni


Per me i Throwing Bricks sono come quelle crepe sui muri datati che magari sono lì da anni e anni senza che nessuno se ne accorga, poi un giorno saltano all’occhio e, da quel momento, non si riesce veramente a smettere di fissarle, perché possono sembrare grigie e ordinarie, ma nascondono una certa bellezza deteriorata in grado di suscitare uno stato di inerzia disperata.

Fondata esattamente dieci anni fa, la band di Utrecht ha fluttuato nell'underground olandese per qualche tempo, giungendo recentemente alla pubblicazione del suo primo full length, intitolato “What Will Be Lost”. È proprio dalla sensazione di vuoto e perdita di qualcosa evocata dal titolo di questa release che sembra trarre nutrimento la proposta sonora dei Throwing Bricks, che si assestano in quell’area grigia (perché cupa, non certo perché insipida) del post-hardcore mescolato con lo sludge, garantendoci una quarantina di minuti all’insegna della sofferenza esistenziale.

Il quintetto olandese si lancia senza mezzi termini in questi scenari plumbei con “What Will Be Lost/Won’t Happen Again”, brano che sviscera subito l’essenza annichilente dei Throwing Bricks, fatta di riff inesorabili che a volte sembrerebbero quasi sfociare nell’atmosferico e linee vocali allo stesso tempo aggressive e disperate, il tutto poggiato su una sezione ritmica tutt’altro che inconsistente, dove spesso spicca un basso pachidermico e ceruleo (per averne una conferma, basta prestare attenzione a “The Day He Died”).

Quando sembra che siano chiari i fili del discorso orchestrato dai Throwing Bricks, ecco che si inseriscono degli elementi che creano un’interessante virata nel mondo vibrante del drone (“Ceremony”), uniti a momenti apparentemente più riflessivi e malinconici che i Nostri sviscerano all’interno di “Galling”, finendo però per sprofondare nel pantano post-hardcore da cui sembra emergere il gruppo. Possiamo dunque dire che, complessivamente, “What Will Be Lost” gioca su un equilibrio labile (e proprio per questo capace di far presa sull’ascoltatore) tra rabbia, frustrazione e riflessioni oscure: se l’ascolto complessivo dell’album non dovesse convincere in tal senso, basta lasciar scorrere “Ready To Fall”, la traccia conclusiva, per averne un’eloquente dimostrazione.

In sintesi, “What Will Be Lost” sancisce come i Throwing Bricks non debbano essere considerati come una delle tante crepe che modellano quel macigno che è il panorama sonoro tra post-hardcore e sludge; al contrario, si tratta di un quintetto che sa bene il fatto suo e non teme affatto di mostrarsi in tutta la sua cupa rabbia.

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