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Un gran disco di power sinfonico per i Winterage Un gran disco di power sinfonico per i Winterage

Un gran disco di power sinfonico per i Winterage

recensioni

gruppo
titolo
"The inheritance of beauty"
etichetta
Scarlet Records
Anno

TRACKLIST:
1. Ouverture
2. The inheritance of beauty
3. The wisdom of us
4. Of heroes and wonders
5. The mutineers
6. Orpheus and Eurydice
7. Chain of heaven
8. La morte di Venere
9. Oblivion day
10. The amazing toymaker

LINE-UP:
Gabriele Boschi – Violin
Daniele Barbarossa – Vocals
Luca Ghiglione – Drums
Matteo Serlenga – Bass
Gianmarco Bambini - Guitars

opinioni autore

 
Un gran disco di power sinfonico per i Winterage 2021-01-17 17:40:24 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con una meravigliosa copertina (tra le più belle viste di recente) realizzata dall’artista Peter Sàllai (Sabaton, Hammerfall, Amon Amarth), i genovesi Winterage ci presentano “The inheritance of beauty”, a distanza di ben 6 anni dall’ottimo debut album “The harmonic passage”. Attorno al leader, il violinista Gabriele Boschi, ci sono stati numerosi cambi di line-up e sostanzialmente della formazione che registrò il primo disco è rimasto il solo singer Daniele Barbarossa. Questa volta il vocalist genovese si dimostra molto più poliedrico, alternando diversi stili di cantato, da quello più classicamente metal fino all’impostazione lirica, regalando una prestazione di livello decisamente superiore alla media, aiutato in questo anche dalla presenza di una voce femminile ospite sulla quale non abbiamo informazioni, nonché da massicce dosi di cori. Il power sinfonico dei Winterage è da sempre ispirato alla discografia dei Rhapsody (nelle loro varie denominazioni) ed anche questa volta i richiami a Turilli & Staropoli sono abbastanza evidenti. La principale differenza però è proprio nella presenza del leader Boschi che, con il suo violino, rende il sound più personale, finanche più medievaleggiante e folkeggiante in alcuni passaggi, ricordando leggermente gli altri friulani Elvenking. E’ possibile riscontrare anche qualche tocco alla Fairyland, soprattutto nelle tastiere (il cui autore ci è ignoto), ma rispetto alla band francese i nostri sono più frizzanti e più catchy. Diversi i richiami alla musica classica, dalla “Ouverture” iniziale che finalmente è una intro con una ragione di esistere (al contrario del 99% delle intro!) ed ha un titolo semplicemente eloquente, fino alla meravigliosa “La morte di Venere” (cantata dall’ignota soprano ospite di cui si accennava prima) o alla suite conclusiva “The amazing toymaker”. Ecco, il capolavoro di questo disco lo troviamo in conclusione, una suite di quasi 17 minuti di una bellezza incredibile, da ascoltare in religioso raccoglimento, con qualche lontano richiamo ai folli americani Viza. Non che gli altri pezzi siano da meno, da che questo “The inheritance of beauty” è pieno zeppo di canzoni molto piacevoli da ascoltare, tutte potenziali hit che potrebbero essere valorizzate mediante la realizzazione di alcuni video. Ancora una volta i Winterage hanno fatto centro realizzando un grandissimo disco di power sinfonico; “The inheritance of beauty” si candida infatti per essere tra le migliori uscite del 2021 dello specifico settore. Imperdibile!

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