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Ristampa in digitale per "The Binding Sequence" degli Elegacy! Ristampa in digitale per "The Binding Sequence" degli Elegacy! Hot

Ristampa in digitale per "The Binding Sequence" degli Elegacy!

recensioni

gruppo
titolo
The Binding Sequence
etichetta
Elevate Records
Anno

Tracklist:
1. April Sun
2. The Dragon’s Age
3. Autumn In Berlin
4. When The Night Comes Down
5. The Dark Tower
6. Cursed
7. The Other Me
8. Street Race
9. Motion
10. The Faulty Miracle Of Life

Line up:
Massimo La Russa – Chitarra
Constantin Terzago – Tastiera
Mark Zonder – Batteria
Mike Lepond – Basso
Ivan Giannini – Voce

opinioni autore

 
Ristampa in digitale per "The Binding Sequence" degli Elegacy! 2021-01-18 13:16:44 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    18 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 2021
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Strana storia quella degli Elegacy (in origine si chiamavano Legacy), combo nostrano nato verso la fine degli anni '90 che ebbe molti casini a livello di formazione e soprattutto non riuscirono mai ad essere costanti nelle uscite discografiche. Il primo album risale al 2005 e ci vollero ben dieci anni per il suo seguito, ovvero questo "The Binding Sequence". No, non c’è stato uno strano sbalzo temporale che ha riportato il tempo al 2015, perché questa bizzarra (anche se in questi tempi sta diventando la prassi) release è una semplice ristampa unicamente digitale e, cosa ancora più bizzarra, è lo stato attuale della band. Non è chiaro difatti se il gruppo sia attivo o no, a meno che questa uscita non sia una sorta di test per vedere le reazioni del pubblico. Dubbi e perplessità a parte, per chi magari non conosce gli Elegacy, le coordinate musicali indicano un power/prog metal che vede due ospiti di lusso, ossia Mark Zonder, batterista dei Fates Warning e Mike Lepond bassista dei Symphony X, oltre che Ivan Giannini già alle vocals per Derdian e Vision Divine.

Le bands con ospiti illustri spesso spaventano ed altrettanto spesso si assistono a disastri lasciando l’amaro in bocca. Fortunatamente non è il caso degli Elegacy. Le cinque personalità sono perfettamente amalgamate tra loro ed ognuna di esse non va mai oltre i limiti, lasciando che siano le canzoni a parlare. Canzoni che si basano sempre su linee melodiche cantabili e ritornelli sempre chiari e memorizzabili e su questo il cantante Ivan sfodera un’ugola di altissimo livello, sia nelle parti morbide, che in quelle dove si necessita di rendere aggressivo un pezzo, tipo la nervosa “Street Race” o la serrata “The Dragon’s Age” molto debitrice della band madre di Mr. Lepond. Lo stile chitarristico di Massimo mescola sia il metal elaborato della scuola americana, ma ci infila dentro anche qualche influenza hard rock (“The Dark Tower”), cercando fondamentalmente di non suonare sempre alla stessa maniera e facendo da collante perfetto tra il lavoro melodico della voce e le danze sfrenate della sezione ritmica. Mike e Mark sono un valore aggiunto che fa la differenza e infilano nelle tracce giochi ritmici favolosi ma mai sopra le righe (si ascolti la dinamica “When the Night Comes Down” che ha al suo interno anche qualche sfumatura elettronica; sarebbe stato più interessante sviluppare ulteriormente le tastiere di Consantin). In generale si sente un ottimo lavoro di composizione, dato che i brani filano via che è un piacere come “April Sun” o la meravigliosa “Autumn In Berlin” con i suoi intermezzi jazz, oppure la ballad “The Other Me” mai tendente alla becera melodia da gruppo pop commerciale. La preparazione è alta e il songwriting pure, dato che non si ha mai la totale sensazione di già sentito e soprattutto ogni traccia è ricercata e si cerca sempre di dargli una propria identità.

Un lavoro oggettivamente bello, potente e pieno di particolari da scoprire. Si rende onore alla scena italiana, troppo spesso sottovalutata. Il voto in fondo, sia chiaro, non è riferito all’album, ma a questa ristampa (il disco vale sicuramente tre stelle e mezza o anche quattro) che non offre praticamente nulla di particolare, se non le tracce da ascoltare. A titolo personale era meglio una ristampa in formato fisico per godere anche dell’artwork, ma forse questi sono pensieri troppo old school. Si spera si possa provvedere.

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