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Nuovo EP per i Final Coil: hanno ancora senso prodotti del genere? Nuovo EP per i Final Coil: hanno ancora senso prodotti del genere?

Nuovo EP per i Final Coil: hanno ancora senso prodotti del genere?

recensioni

titolo
Convicted Of The Right
etichetta
WormHoleDeath
Anno

Tracklist:
1. Convicted Of The Right (Album Version)
2. Empty Handed (Live @ The Lab)
3. You Waste My Time (Live @ The Lab)
4. Spider Feet (Live @ The Lab) 

Line up:
Phil Stiles: Voce, Chitarra, Piano, Synth e Programmazione
Richard Awdry: Cori, Voce, Chitarra, Programmazione
Jola Stiles: Basso
Barry French: Batteria

opinioni autore

 
Nuovo EP per i Final Coil: hanno ancora senso prodotti del genere? 2021-01-18 13:34:02 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    18 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 2021
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Non è chiarissimo da quanto esistano i Final Coil, quartetto inglese (precedentemente erano in tre) che comunque inizia a pubblicare dischi dal 2011. Diversi anni sono passati tra EP ed un paio di full lengths e si arriva, dopo circa un decennio, ad una nuova release alquanto discutibile per la sua effettiva utilità. Questo nuovo EP, chiamato "Convicted Of The Right", presenta quattro tracce di cui ben tre sono delle semplici versioni dal vivo ed una presa pari pari dall’ultimo album senza nessuna particolare variazione. Musicalmente nulla di particolarmente nuovo, ovvero un mix di diversi generi mettendo come fonte principale i Tool, ma i risultati non sono proprio allettanti.

La prima traccia è “Convicted Of The Right” che non si capisce come mai sia stata inserita, dato che è identica alla versione in studio del disco "The World We Left Behind For Others" del 2019. La canzone in sé ricalca molto l’alternative/prog metal oscuro dei Tool, ma si mantiene piatta in modo perenne senza picchi di cattiveria o di angoscia, risollevandosi leggermente con un assolo tutto sommato dal sapore classico. Segue poi una manciata di tracce live (presso il The Lab). La prima è “Empty Handed”, sempre dall’ultimo disco, che punta su di soluzioni leggermente più dure ma, spiace dirlo, dal vivo la band appare spenta (non che su disco brillasse particolarmente), come in catalessi ma, in qualche maniera, almeno strumentalmente si lascia ascoltare. Le successive “Spider Feet” e “You Waste My Time” (da "Persistence of Memory") cambiano un pochino le carte in tavola. La prima è più variegata, inserendoci un’anima più post rock ed un riffing più pesante, mentre la seconda è più quadrata ed immediata, richiamando la scena alternative/grunge degli anni '90. Purtroppo, nonostante tutte queste premesse, nessuno dei pezzi ingrana particolarmente. La sezione ritmica è davvero piatta e scontata, le vocals sono del tutto spente e monocorde e le chitarre non fanno mai male, risultando innocue quando invece dovrebbero infilzare la carne come lame. Al di là della qualità dei brani, derivativi e non così riusciti, non si capisce la decisione di una pubblicazione di questo tipo, dato che non attirerà nuovi adepti e sarà molto probabilmente dedicata ai soli die hard fans del gruppo (anche se le attrattive non sono così sexy come si lascia intendere).

Prodotto molto discutibile, povero e che non aggiunge nulla a quanto fatto dal combo inglese. Si può tranquillamente lasciar perdere e concentrarsi sugli album. Fosse uscito con degli extra più succulenti potrebbe essere stato motivo di acquisto, ma così è davvero inutile.

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