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La perfetta colonna sonora dell'orribile 2020: il debut album dei francesi Subterraen La perfetta colonna sonora dell'orribile 2020: il debut album dei francesi Subterraen Hot

La perfetta colonna sonora dell'orribile 2020: il debut album dei francesi Subterraen

recensioni

titolo
Rotten Human Kingdom
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Blackened Sludge/Doom Metal 

FFO: Jupiterian, Yob, Neurosis, Nibiru, Primitive Man 

LINE UP: 
Clem Helvete - vocals, guitars
Chris KKP - guitars
Milvus - drums 

TRACKLIST: 
1. Blood for the Blood Gods [13:28] 
2. For a Fistful of Silver [14:30] =ASCOLTA= 
3. Oceans are Rising [02:33] 
4. Wrath of a Downtrodden Planet [18:20] =ASCOLTA= 

Running time: 48:51 

opinioni autore

 
La perfetta colonna sonora dell'orribile 2020: il debut album dei francesi Subterraen 2021-01-19 18:37:42 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Uscito lo scorso novembre su Transcending Obscurity Records, "Rotten Human Kingdom" segna il debutto assoluto dei francesi Subterraen; e soprattutto è uno dei lavori più pesanti ed oscuri usciti nella nefasta annata scorsa. Possiamo benissimo considerare il debut album dei Subterraen come la perfetta colonna sonora del 2020: un album in cui ogni minima speranza è andata, una mastodontica cascata di riff che ricoprono tutto come una colata lavica che, induritasi, lascia senza un filo d'aria. "Rotten Human Kingdom" è un album cupo, claustrofobico, ma anche estremamente rabbioso, questo grazie alle disperate e furiose screamin' vocals di Clem Helvete, la cui invettiva verso l'uomo e ciò che sta facendo al nostro pianeta risulta essere disperata quanto feroce. In tre lunghissimi brani più un breve intermezzo, i Subterraen riescono a mischiare diverse scuole di pensiero: fanno capolino passaggi più "deathly" ed altri più vicini al classico Sludge/Doom à la Eyehategod, piuttosto che bordate puramente Black Metal come nella primissima parte di "For a Fistful of Silver", ma c'è molto che possiamo trovare nel Blackened Sludge/Doom del trio transalpino, accostabili spesso ai nostri Nibiru o ai compagni di label, i brasiliani Jupiterian, seppur possiamo dire che spesso il riffingwork richiama certi lavori di Neurosis e, soprattutto, Yob.
Cause e conseguenze dei cambiamenti climatici, una pandemia ancora in atto che ha reso il 2020 l'anno peggiore dell'era contemporanea, tutto questo scatena la disperata furia dei Subterraen, che debuttano con un lavoro monolitico, cosa che può essere croce e delizia: da un lato è il punto forte della band francese, ma dall'altro può rendere l'ascolto tremendamente ostico, dato anche che già l'inizio con "Blood for the Blood Gods", il cui incipit rimanda ai SunnO))), è difficilmente digeribile. Un lavoro da ascoltare in apnea e col giusto mood, un incubo in musica da cui sarà difficile risvegliarsi.

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