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I Therion ci regalano il loro disco migliore degli ultimi anni I Therion ci regalano il loro disco migliore degli ultimi anni Hot

I Therion ci regalano il loro disco migliore degli ultimi anni

recensioni

gruppo
titolo
"Leviathan"
etichetta
Nuclear Blast
Anno

TRACKLIST:
1. The Leaf on the Oak of Far
2. Tuonela
3. Leviathan
4. Die Wellen der Zeit
5. Aži Dahāka
6. Eye of Algol
7. Nocturnal Light
8. Great Marquis of Hell
9. Psalm of Retribution

10. El Primer Sol

11. Ten Courts of Diyu

 

LINE UP:
Christofer Johnsson – Guitars (rhythm), Vocals, Bass, Keyboards, Programming
Nalle Phalsson – bass
Johan Koleberg - drums
Thomas Vikström – vocals
Christian Vidal – guitars

 

Guests:

Chiara Malvestiti – vocals in tracks 3, 5, 7

Lori Lewis – vocals in tracks 3, 7, 8, 9

Marco Hietala – vocals in track 2

Mats Leven – vocals in track 9

Noa Gruman – vocals in track 11

Taida Nazraić – vocals in tracks 2, 4, 11

Rosalía Sairem – vocals in tracks 1, 6, 10

opinioni autore

 
I Therion ci regalano il loro disco migliore degli ultimi anni 2021-01-23 19:06:11 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Gennaio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A distanza di 3 anni dall’imponente “Beloved Antichrist”, torna a farsi sentire Christofer Johnsson con i suoi Therion ed un nuovo album intitolato “Leviathan”. Detta sinceramente, dopo il precedente triplo-cd alquanto pesante da digerire, ero un po’ scettico su questo nuovo lavoro del musicista svedese e le prime note di “The Leaf on the Oak of Far” mi hanno persino lasciato interdetto, tanto da chiedermi “ma i Therion hanno realizzato un disco di symphonic power?” Fortunatamente non è così, perché solo l’opener ha qualche richiamo al power metal, contaminazione che poi nella restante parte della tracklist sparirà praticamente del tutto, se non nella sola “Great Marquis of Hell” che sfiora il plagio di “Glory to the brave” degli Hammerfall, da cui differisce solo perché adeguatamente velocizzata. Per il resto finalmente i Therion sono tornati a quel metal sinfonico dei bei tempi, con persino qualche flavour orientaleggiante, degno dei grandi dischi del passato. Chiariamoci subito: “Leviathan” se confrontato a capolavori come “Theli” o “Vovin” sfigura certamente, ma è sicuramente molto meglio della produzione degli ultimi 10/15 anni. Si risente quella vena epica, quei ritmi e quella teatralità, quei giochi nei cori che hanno reso celebre il nome dei Therion tra gli appassionati di metal sinfonico. A molto contribuiscono le tante voci che si alternano nei vari brani, molte delle quali di numerosi ospiti, tra cui anche l’affascinante e talentuosa marchigiana Chiara “Dusk” Malvestiti (vocalist dei Crysalys). Anche il songwriting è più snello che nel recente passato, con pezzi più brevi che ci guadagnano sicuramente in efficacia ed orecchiabilità (nei limiti consentiti dal sound particolare del gruppo). Forse le chitarre potevano essere maggiormente protagoniste, ma si tratta di una semplice opinione personale che, in quanto tale, è ampiamente opinabile. Sta di fatto che questo “Leviathan” è uno dei dischi migliori degli ultimi anni dei Therion, finalmente tornati agli splendori di un tempo.

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