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Infernal Angels: "Devourer of God from the Void" è un gran disco! Infernal Angels: "Devourer of God from the Void" è un gran disco! Hot

Infernal Angels: "Devourer of God from the Void" è un gran disco!

recensioni

titolo
Devourer of God from the Void
etichetta
My Kingdom Music
Anno

Tracklist:
1. The Light of Lucifer
2. The Eternal Fire of Golachab
3. From the Throne of Thaumiel
4. Those Who Go Forth into the Empty Place of God
5. Ancient Serpent of Chaos
6. Thagirion - Sol Niger
7. Devourer of God from the Void
8. The Corrosive One
9. Far from the Light of God
10. Empress of Sitra Achra
11. The Foremost Among the Eleven

Line up: 
Xes - vocals 
Nekorshadow - guitars
Apsychos - guitars, bass 
Bestia - drums (session)

opinioni autore

 
Infernal Angels: "Devourer of God from the Void" è un gran disco! 2021-01-24 17:26:57 Anthony Weird
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Anthony Weird    24 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 2021
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Gli Infernal Angels ne hanno fatta di strada: da quando li ho scoperti nel 2009 con “Midwinter Blood” e ri-scoperti nel 2014 con “Pestilentia”, sono sempre stati una delle band italiane che ho sempre tenuto presente, perché ad ogni ascolto scoprivo aspetti nuovi che mi portavano ad essere impaziente per i futuri lavori. Infatti già “Ars Goetia” mi aveva esaltato con l’inasprimento del sound e l’estremizzazione totale della proposta, ma devo dire che l’esperienza ha portato a maturazione la band, che ora è in grado di sfornare un album potente e prepotente come questo “Devourer of God from the Void”. Black metal carnale, ogni nota è un’esplosione vulcanica di fuoco infernale, nessuna pausa, non c’è un attimo di tregua tra le decine di riff sparati senza sosta da chitarre taglienti come lame insanguinate e una batteria che non conosce tregua, tutto corre e batte e distrugge come un treno impazzito, carico di dannati che urlano e si disperano bruciando nella corsa!
Qui non vi è altro che rabbia, odio e dolore e non c’è spazio per le atmosfere cupe e decadenti del black più atmosferico ma, anzi, è una lotta continua tra carne e fuoco. Tuttavia, non crediate che sia solo violenza becera fine a sé stessa, anzi brani come “Those Who Go Forth Into The Empty Place Of God” sono concentrati, mirati, taglienti come bisturi, che sanno dove e come colpire, una operazione chirurgica usata come tortura, cosa che ne aumenta la cattiveria in modo indicibile. Perfetta inoltre la produzione ed il sound scelto accuratamente per ogni strumento in gioco, compresa la voce che è un grido disperato in lontananza, in mezzo ad una tormenta di lava e acciaio! Energie negative e visioni infernali, tanto da costringermi a guardarmi intorno, mentre lo ascolto al buio in camera mia, come se questi brani così malefici e violenti, possano richiamare sinistre presenze con losche intenzioni!
Black metal classico di stampo svedese, senza forzature, né snaturamenti dello stesso, ma anzi una enorme, immensa dichiarazione d’amore al genere, per una band che sta facendo strada sempre di più, tanto da essere ormai un punto fermo e (quasi) imprescindibile per il black metal d’italica fattura. Immediatamente accanto a Handful of Hate, Selvans e Furor Gallico (con le rispettive differenze). Da ascoltare, anche considerando il notevole passo avanti!

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