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Un po' troppo ispirato agli Insomnium il quarto album dei Dormanth Un po' troppo ispirato agli Insomnium il quarto album dei Dormanth Hot

Un po' troppo ispirato agli Insomnium il quarto album dei Dormanth

recensioni

gruppo
titolo
Complete Downfall
etichetta
Xtreem Music
Anno

PROVENIENZA: Spagna

GENERE: Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. Dreamcatcher
2. Fire
3. Tragicomic Day =OFFICIAL VIDEO= 
4. Beyond the Gates
5. Odyssey in Time
6. The Origin
7. Dark Times for the God's Creation
8. -273° K (instrumental)
9. Brainstorm
10 . Crystal Bone
11.Bloody Scars

LINE-UP:
Oscar Del Val – Vocals/Guitars
Jokin Andres – Guitar
Isma Fernandez – Bass
Javi Martinez – Drums

opinioni autore

 
Un po' troppo ispirato agli Insomnium il quarto album dei Dormanth 2021-01-24 17:27:27 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    24 Gennaio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tra ispirazione ed mera emulazione c'è una linea molto sottile, talvolta impercettibile. Spesso ci troviamo di fronte a band qualitativamente e tecnicamente valide ma che, ahimè, ti fanno esclamare "ma questo l'ho già sentito!". E ciò, chiaramente, porta con sé lo sgradito effetto di relegare il gruppo in questione tra la marea di tante altre realtà presenti che si attestano sulla sufficienza politica e nulla di più.
Ecco, questa, purtroppo, è la sensazione che ho avuto nell'ascoltare "Complete Downfall", il quarto album degli spagnoli Dormanth, che giungono al ventisettesimo anno di vita -con una pausa dal 1995 al 2016- promuovendo quello che, a conti fatti, risulta essere un ottimo melodic death suonato a mestiere ma che, come dicevo più su, fin troppo simile al sound dei ben più importanti e famosi Insomnium. Al di là di quello che è l'apparato tecnico e qualitativo, a mio avviso perfetto, la vera nota dolente di questo disco è il richiamo fin troppo esplicito ai succitati finnici. Il resto viene da sè, purtroppo. Se quindi da un lato il quartetto spagnolo si mostra in gran forma grazie ad un album ben lavorato, godibile, incalzante e per nulla noioso, dall'altro mi tocca ammettere che tutto ciò sia frutto di un'idea che di certo non dipende da loro, o comunque molto poco. Devo sicuramente riconoscere le splendide melodie e ritmiche che creano quell'atmosfera death/doom alla Paradise Lost: queste mi hanno letteralmente stregato e non ho potuto fare a meno di riascoltare più e più volte alcuni passaggi molto espressivi. Tuttavia ciò si è rivelato un fuoco di paglia, perché l'eccessivo richiamo alle sonorità degli Insomnium è sempre dietro l'angolo e non mi permette di giudicare i nostri per quello che sono. Ma tant'è; non posso esimermi dal far notare questo fin troppo spiccato rimando che, come dicevo all'inizio, ha superato il confine che c'è tra ispirazione ed emulazione. Purtroppo l'ago della bilancia pende più su quest'ultima. Se dovessi giudicare il quarto album dei Dormanth da un punto di vista tecnico mi inchinerei. Ma avrei molto da ridire sul versante originalità, la vera nota dolente -perfino la voce ricorda molto da vicino quella di Niilo Sevänen-. Il mio consiglio è cercare una strada più personale, riascoltandosi e cercando di capire dove porre un freno e dove, al contrario, spingere. In bocca al lupo.

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