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Korpiklaani: tra pro e contro "Jylhä" è un disco tutto sommato concreto e vario Korpiklaani: tra pro e contro "Jylhä" è un disco tutto sommato concreto e vario Hot

Korpiklaani: tra pro e contro "Jylhä" è un disco tutto sommato concreto e vario

recensioni

titolo
Jylhä
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Tracklist:
1. Verikoira
2. Niemi
3. Leväluhta
4. Mylly
5. Tuuleton
6. Sanaton maa
7. Kiuru
8. Miero
9. Pohja
10. Huolettomat
11. Anolan aukeat
12. Pidot
13. Juuret

Line-up:
Jonne Järvelä: Vocals & Acoustic Guitar
Sami Perttula: Accordion
Tuomas Rounakari: Violin
Jarkko Aaltonen: Bass
Kalle “Cane” Savijärvi: Guitar
Samuli Mikkonen: Drums & Percussion

opinioni autore

 
Korpiklaani: tra pro e contro "Jylhä" è un disco tutto sommato concreto e vario 2021-02-05 15:17:57 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    05 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 05 Febbraio, 2021
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Undicesimo album per i Korpiklaani, a tre anni esatti dal precedente lavoro "Kulkija"; non c’è pandemia che tenga, i nostri, pur con tutte le difficoltà del caso, hanno deciso di osare e il risultato è “Jylhä”, un disco decisamente meno ostico del precedente da cui però ne riprende le sperimentazioni in atto, anche se i nostri, questa volta, non hanno voluto fare un forzato e solenne lungometraggio musicale, come è successo con “Kulkija”, ma hanno cercato un compromesso tra pezzi più ricercati, altri dai bpm più sostenuti e mood più allegri, aggiungendo anche un po’ di melodie - per così dire - "paracule", mi scuserete il termine.

“Jylhä” significa maestoso, ma l’album non lo è nel senso stretto del termine, qualche cedimento tutt’altro che maestoso purtroppo lo ha, ma sicuramente la band ha saputo giocare bene le carte di questo suo “nuovo corso”, lontano da quei lontani e memorabili inni all’alcol tout court.
Come al solito i finlandesi non hanno badato a spese sia per il bell’artwork, sia per i cinque video realizzati, nonché ovviamente per la produzione stessa del disco. I Korpiklaani del 2021 toccano un po’ tutto, dai ritmi mezzi reggae di “Leväluhta”, a riff più rockeggianti che metal, strizzando l’occhio a melodie che potrebbero fronteggiare le hit da classifica come succede con “Sanaton maa”, ma anche tornando ad atmosfere più classiche da pub come in “Pidot” o addirittura più cupe e rabbiose come “Nieni”, che riprende i ben noti fatti di cronaca nera accaduti al lago di Bodom, nonostante per noialtri Bodom è più che altro, il moniker dei famosi "Children" del compianto Alexi Laiho.

Alcuni passaggi del disco, sinceramente passano con una certa difficoltà e rischiano di farci rimanere indifferenti, ma i Korpiklaani sanno mettere a bada anche i momenti più sonnacchiosi, grazie a degli arrangiamenti sempre più ricercati, dove la strumentazione popolare, non solo si presenta a suonicchiare le classiche frasi melodiche dal gusto folk, ma intraprende degli ottimi ed interessanti assoli, ritagliandosi uno spazio ancor più centrale nell'economia musicale della band. Il punto forte del disco sta anche nella sua varietà ritmica, e forse di questo dobbiamo ringraziare anche il nuovo batterista Samuli Mikkonen, nonché nei mood che cercano di diversificarsi di brano in brano. Ma come è già successo per gli ultimi dischi, non tutti apprezzeranno, e guarderanno con sempre più nostalgia ai primi album dei finlandesi. Oggettivamente, sento un gran lavoro dietro “Jylhä”, minuzioso, calcolato, non sempre pienamente ispirato, ma tra i pro ed i contro, devo dire che la band ha saputo mantenersi a livelli più che soddisfacenti.

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