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Il best-of degli Elfsong si candida ad essere uno dei top album del 2021! Il best-of degli Elfsong si candida ad essere uno dei top album del 2021! Hot

Il best-of degli Elfsong si candida ad essere uno dei top album del 2021!

recensioni

gruppo
titolo
"Quintessence"
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP:
Racs Attila (drums)
Viktor Nagy (bass)
Dániel Szöllősi (vocals)
Ferenc Somlói (songwriter, guitars + lyrics)
Ferenc Somlói Jr. (songwriter, guitars)

TRACKLIST:
1. North sea adventures
2. Prometheus
3. Dagor Nuin Giliath
4. Silverwing
5. The iron King of mountain deep
6. Vlad
7. King of the deep sea
8. The returning
9. The devil of the seven seas

opinioni autore

 
Il best-of degli Elfsong si candida ad essere uno dei top album del 2021! 2021-02-06 10:25:10 Ninni Cangiano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    06 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Elfsong arrivano dall’Ungheria e dalla loro fondazione nel 2010 hanno composto ben 4 dischi, dei quali purtroppo non ho altre notizie. Agli inizi di gennaio 2021 hanno realizzato questo “Quintessence” che è una sorta di best of dei loro brani cantati in inglese, dato che, a quanto pare, la maggior parte delle loro composizioni è cantata in ungherese. Ho parlato di “composizioni”, dato che gli Elfsong suonano un particolarissimo metal sinfonico dai forti influssi folk e power; è come se i Rhapsody si mescolassero ai Blind Guardian, agli Spellblast ed agli Elvenking, mettendoci dentro un po’ di Kaledon. Il risultato è un sound decisamente interessante, molto, ma molto piacevole da ascoltare e che ti entra in testa immediatamente, per poi infilarsi nell’animo e non andarsene più! Sono stato letteralmente travolto da questi 40 minuti circa di musica di qualità decisamente superiore alla media, da ascoltare in religioso raccoglimento e da gustare dalla prima all’ultima nota, innamorandomi immediatamente. Come rimanere indifferenti all’attacco di “North sea adventures” con il basso di Viktor Nagy in così splendida evidenza? Come non apprezzare le doti canore, l’espressività ed il calore della voce di Dániel Szöllősi (che, soprattutto in “Dagor Nuin Giliath”, ricorda molto il nostro grande Marco Palazzi)? Come non notare il grande lavoro alla batteria di Racs Attila? Ed, infine, quanto è difficile non rimanere colpiti dalle chitarre dei due Somlói (immagino padre e figlio)? In un periodo in cui il metal sinfonico si fossilizza sempre sulla stessa ricetta, con voci femminili stucchevoli (non tutte possono essere come Tarja Turunen o Simone Simons, mettetevelo in testa!) e ritmi mielosi, questi Elfsong sono la dimostrazione che, se hai talento, puoi spiccare tra la massa e realizzare ottimi lavori anche in generi ormai prossimi allo stantio. Ogni volta che si arriva alle ultime note di “The devil of the seven seas”, la mia mente ed i miei padiglioni auricolari sentono forte il bisogno di tornare a pigiare quel “play” per far riprendere la magia che questa musica mi provoca, toccandomi le corde più profonde dell’animo. “Quintessence” è stato uno dei primi dischi usciti nel 2021 (la release date è del 3 gennaio), ma già si candida ad essere uno dei dischi migliori dell’anno, almeno nella mia personale classifica! Trovo semplicemente assurdo che capolavori di questo genere siano relegati nell’underground e costretti all’autoproduzione! Possibile che nessuna label si sia accorta del valore e del talento di questi Elfsong? Ci vengono propinate senza soluzioni di continuità immondizie musicali, mentre dischi così belli rischiano di non essere nemmeno notati! Spero, nel mio piccolo, di aver contribuito a far scoprire questa gemma a qualcuno….

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