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I King Baal hanno alcune cose da rivedere I King Baal hanno alcune cose da rivedere Hot

I King Baal hanno alcune cose da rivedere

recensioni

gruppo
titolo
“Conjurements”
etichetta
WormHoleDeath
Anno

TRACKLIST:
01 Pseudomonarchia daemonum
02 The grand judgement
03 Fragments
04 Immortality
05 Solomon's arrival
06 Let's murder together
07 Touched by the kiss of Lucifer
08 Geradiel

LINE UP:
Joana Carvalho : Vocals
Narciso Monteiro : Guitars, Vocals
João Amorim : Bass
Luis Moreira : Drums

opinioni autore

 
I King Baal hanno alcune cose da rivedere 2021-02-07 19:13:26 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    07 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 07 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I King Baal arrivano dal Portogallo e, strappato un contratto con la nostrana WormHoleDeath, a fine gennaio tagliano il traguardo del debut album, con questo “Conjurements”, composto da 8 pezzi per un totale di poco più di 38 minuti. Il genere suonato dai portoghesi è un female fronted symphonic metal alquanto canonico (con l’immancabile backing vocals in growling), con qualche spruzzata vicina al doom/death (come nella conclusiva “Geradiel”) e qualche lontano richiamo ai fasti dei Therion. Musicalmente parliamo quindi di qualcosa di affascinante e tutt’altro che easy o catchy ma, dopo l’ottima strumentale di apertura “Pseudomonarchia daemonum”, iniziano subito i problemi con l’entrata in scena delle voci: Joana Carvalho è stucchevole nel suo liricismo e va molto meglio in quei rari momenti in cui canta “normalmente”, senza andare a cercare le note più alte (e difficili) del pentagramma dove risulta poco espressiva. Il growling del chitarrista Narciso Monteiro, invece, è semplicemente esagerato, troppo “brutal” per il sound elegante del gruppo e, almeno per i miei gusti personali, la sua presenza andrebbe ridimensionata di parecchio; molto meglio, invece, nelle parti recitate in cui, non usando il growling, dona una nota oscura ed orrorifica alle tracce. Ho fatto davvero fatica ad ascoltare e riascoltare questo disco, se poi aggiungiamo anche un suono un po’ troppo freddo e secco sul rullante della batteria (imputabile alla produzione realizzata dallo stesso Monteiro), capirete il perché del voto non lusinghiero. Dispiace, perché musicalmente i King Baal sono interessanti con la loro teatralità, sono capaci di intessere atmosfere cupe ed inquietanti che, però, purtroppo sfioriscono immediatamente all’ingresso delle parti cantate. Buono anche il songwriting, dato che i pezzi hanno durate ragionevoli e non sono mai prolissi (problema spesso presente in questo genere musicale). Questo “Conjurements” è però purtroppo ben lontano dal raggiungere la sufficienza, i King Baal hanno bisogno di rivedere alcune cose nel loro sound per poter avere qualche speranza di farsi notare in positivo.

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