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Un sound più pulito permette a questa remastered edition dei Rings Of Saturn di essere finalmente apprezzata Un sound più pulito permette a questa remastered edition dei Rings Of Saturn di essere finalmente apprezzata Hot

Un sound più pulito permette a questa remastered edition dei Rings Of Saturn di essere finalmente apprezzata

recensioni

titolo
Embryonic Anomaly
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Technical Deathcore

TRACKLIST:
1. Invasion
2. Seized and Devoured
3. Abducted
4. Final Abhorrent Dream
5. Corpses Thrown Across the Sky
6. Embryonic Anomaly =OFFICIAL VIDEO= 
7. Annihilating the Pure
8. Grinding of Internal Organs
9. End of Humanity

LINE-UP:
Peter Pawlak - vocals
Lucas Mann - guitars, bass
Marco Pitruzzella - drums

opinioni autore

 
Un sound più pulito permette a questa remastered edition dei Rings Of Saturn di essere finalmente apprezzata 2021-02-12 17:40:24 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    12 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Come si potrebbe descrivere la musica dei Rings Of Saturn? Vediamo. Immaginate di essere sotto l'effeto di droghe sintetiche mischiate all'acido delle batterie mentre guidate il Millennium Falcon in compagnia di un alieno. Ecco, penso più o meno di essere riuscito a dare l'idea.
Questa malatissima creaturina americana, frutto della mente perversa e geniale di Lucas Mann -ad oggi tra i migliori chitarristi in tutto il mondo-, torna sotto una nuova luce con il qui presente "Embryonic Anomaly", la versione rimasterizzata del primo album uscito esattamente 10 anni fa. Un bel regalino da parte della band che lascia la Nuclear Blast per entrare sotto la guida della sempre ottima Unique Leader Records. Il lavoro in questione giunge dopo 2 anni da "Gidim", ad oggi il miglior lavoro del trio californiano, di cui trovate la recensione su questo portale.
Ma cosa c'è da aspettarsi, alla fine, da questo "Embryonic Anomaly" remastered? Un semplice copia/incolla del debutto? beh, ovviamente no. Il disco ripropone fgli stessi brani di 10 anni fa ma riarrangiati ed eseguiti nuovamente con una qualità audio nettamente superiore agli originali. Ricordiamo infatti che i ROG autoprodussero il loro album di debutto, e il suono all'epoca non riusciva assolutamente a rendere giustizia a Lucas Mann e soci. Tutto suonava troppo appiccicoso ed ovattato. Inoltre l'album già di per sé si rivelò essere un ascolto non facile. Questo perché i ROG di qualche anno fa tendevano un po' troppo a strafare: riff arzigogolati, velocità supersonica, ritmiche impossibile, brekdown pesantissimi e assoli al limite dell'umana comprensione -vedasi le droghe sintetiche all'inizio-. Immaginate di portare ancora di più all'estremo tutto ciò. Alla fine della questione, quindi, si trattava certamente di un prodotto unico, innovativo ed interessante; ma, al contempo, ancora acerbo e fin troppo pieno di elementi che rendevano pesante l'ascolto. Cosa che con l'ultimo "Gidim" è non è accaduta, seppur esso mantenga il marchio di fabbrica dei ROG.
Detto ciò, non posso che ritenermi contento e soddisfatto di poter finalmente ascoltare "Embryonic Anomaly" con la qualità che merita. E fidatevi, seppur si nota tantissimo la differenza con gli ultimi lavori -ricordo ancora che sono pur sempre i brani di 10 anni fa- il disco fa il suo gran figurone e ci permette di godere al meglio il debutto malatissimo del trio americano. Il buon Lucas Mann, come sempre, si è dimostrato un vero e proprio alieno con la chitarra. Tutt'ora bisogna capire se effettivamente sia un essere umano per la sua tecnica - un po' come quell'altro animale di Tosin Abasi degli Animals As Leaders per intenderci-.
Alla fine della questione l'album si prefigura come un ottimo lavoro che permette di rivalutare l'anniversario del primo album dei ROG, anche se, effettivamente, non è che ce ne fosse poi così il bisogno. Un ascolto comunque lo consiglio, soprattutto dopo aver ascoltato la versione originale, così da capire effettivamente come questo nuovo sound riesca a far digerire più che bene un lavoro comunque acerbo.

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