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Gli Angelus Apatrida si confermano tra gli dei del thrash Gli Angelus Apatrida si confermano tra gli dei del thrash

Gli Angelus Apatrida si confermano tra gli dei del thrash

recensioni

titolo
"Angelus Apatrida"
etichetta
Century Media Records
Anno

TRACKLIST:
1. Indoctrinate
2. Bleed the crown
3. The age of disinformation
4. Rise or fall
5. Childhood’s end
6. Disposable liberty
7. We stand alone
8. Through the glass
9. Empire of shame
10. Into the wall

LINE UP:
David G. Álvarez - Lead & Rhythm Guitars
Guillermo Izquierdo - Vocals, Lead & Rhythm Guitars
José J. Izquierdo - Bass
Victor Valera – Drums

opinioni autore

 
Gli Angelus Apatrida si confermano tra gli dei del thrash 2021-02-13 19:09:28 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Formati all’inizio del nuovo millennio, gli spagnoli Angelus Apatrida sono ormai diventati una garanzia nel thrash a livello mondiale e questo loro settimo album omonimo ne è la conferma. 10 pezzi per poco più di ¾ d’ora di thrash nel classico stile della Bay-Area californiana, fortemente debitore alla lezione impartita dai maestri Testament, con il basso José J. Izquierdo protagonista come le chitarre e la batteria; c’è poi la voce di Guillermo Izquierdo che non può non far venire in mente il grande Chuck Billy. La compattezza della line-up (sono sempre gli stessi musicisti sin dal 2000) mette in mostra i suoi frutti e questo disco è decisamente compatto e violento, segno che l’intesa tra le varie anime della band è bella forte; tutte le 10 canzoni sono vere e proprie randellate sulle gengive e vi ritroverete a fare headbanging senza soluzione di continuità, fino a torturarvi le vostre povere vertebre cervicali. La produzione di Christopher ‘Zeuss’ Harris (Overkill, Hatebreed, Municipal Waste, fra i tanti) esalta alla grande il sound, che trasuda cattiveria ed energia come pochi. Non serve addentrarsi nell’analisi dei singoli pezzi, vi basti sapere che non vi sono fillers di sorta ed ogni nota è messa al posto giusto per una lezione di violenza ed aggressione sonora finalizzata a dimostrare come il thrash metal, anche a quasi 40 anni dai suoi albori è ancora in grande forma, grazie a gente come appunto questo gruppo di Albacete. Si arriva alla fine del disco con la fronte imperlata di sudore nonostante la temperatura rigida dell’inverno di questo febbraio 2021, perché dall’inizio alla fine ci si sbatte al ritmo indiavolato di questa musica. Gli Angelus Apatrida con questo loro nuovo album omonimo (molto bello l’artwork di Gyula Havancsák!) confermano quanto di valido hanno realizzato finora in carriera, sfornando forse il loro album migliore. Disco imperdibile per ogni fan del thrash metal e non solo!

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