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Gli Akral Necrosis superano abbondantemente l'esame del terzo album Gli Akral Necrosis superano abbondantemente l'esame del terzo album Hot

Gli Akral Necrosis superano abbondantemente l'esame del terzo album

recensioni

titolo
The Greater Absence
etichetta
Loud Rage Music
Anno

PROVENIENZA: Romania 

GENERE: Melodic Black/Death Metal 

FFO: Dissection, Watain, Emperor, Satyricon, Marduk 

LINE UP: 
Octav - vocals 
Gabriel - guitars 
Victor - guitars 
Mishu - bass 
Philip - drums 

TRACKLIST: 
1. Silent Altar [05:08] 
2. Oldd Mirror [04:55] 
3. Intonation [05:18] 
4. In Nightmare Shades [04:48] 
5. Man in the Cauldron [05:12] =VIDEO= 
6. Third Curse [06:21] 
7. Revamping the Inside [08:11] 
8. Plaguebound [07:53] 
9. I See the Bright Lights [08:01] =ASCOLTA= 
10. Damnatio Memoriae [09:35] 

Running time: 1:05:22 

opinioni autore

 
Gli Akral Necrosis superano abbondantemente l'esame del terzo album 2021-02-15 19:02:41 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per i cultori del sottobosco estremo europeo, quello degli Akral Necrosis non è un nome propriamente sconosciuto: formatisi nel 2006 e dopo un discreto debut album ("Pandemic Dominion" del 2012), la band di Bucarest si è fatta notare con il lodevole secondo album "Underlight" (Loud Rage Music, 2016), che portò la band rumena ad essere additata tra le più interessanti realtà in ambito Melodic Black. Passati altri quattro anni, lo scorso settembre gli Akral Necrosis sono stati chiamati a confermare le ottime impressioni suscitate con "Underlight": arriva dunque, sempre per Loud Rage Music, "The Greater Absence", terzo album del quintetto rumeno e, soprattutto, la conferma che abbiamo a che fare con una band che merita non poco. Va detto però, come prima cosa, che "The Greater Absence" può essere per molti un album ostico, essenzialmente per la lunga durata della release, che supera abbondantemente l'ora complice un lotto di brani dalla durata sopra la solita media. Non che questo sia un difetto in sé, anzi andando ad ascoltare l'album ci si rende conto come proprio i due brani più lunghi, "Revamping the Inside" e la spettacolare traccia di chiusura "Damnatio Memoriae", sono anche i migliori dell'intera tracklist. Una tracklist formata da pezzi solidi, in cui gli Akral Necrosis unisco le sinistre melodie dei sempre troppo poco compianti Dissection alle debordanti sfuriate di Marduk e Watain, con talvolta delle gelide atmosfere che richiamano i migliori Emperor ("In Nightmare Shades" ne è un esempio). La terza fatica della combo rumeno è l'equivalente di una colata lavica: magma inarrestabile che travolge qualsiasi cosa sul proprio cammino; pezzi come quelli già citati piuttosto che una "Man in the Cauldron" o una "Intonation" riescono a colpire nel segno e sapranno attizzare l'attenzione dei die hard fans della Nera Fiamma.
L'underground Black dimostra che c'è ancora qualcuno che ha qualcosa da dire: lungi dall'essere in qualsivoglia modo innovativi, gli Akral Necrosis compensano con un tasso tecnico maggiormente levato rispetto la media e con un'esecuzione potente e viscerale.

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