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Con solo tre tracce, questo brevissimo EP degli Tzun Tzu risulta interessante Con solo tre tracce, questo brevissimo EP degli Tzun Tzu risulta interessante Hot

Con solo tre tracce, questo brevissimo EP degli Tzun Tzu risulta interessante

recensioni

gruppo
titolo
The Forbidden City
etichetta
Lavadome Productions
Anno

PROVENIENZA: Australia

GENERE: Death Metal

TRACKLIST:
1.The Forbidden City =OFFICIAL VIDEO=
2.Kunoichi
3.Ko'Muso

LINE-UP:
Don Taylor – Lead Guitar, Vocals, Composition
Adam Ritchie – Bass Guitar
Alan Catman - Drums

opinioni autore

 
Con solo tre tracce, questo brevissimo EP degli Tzun Tzu risulta interessante 2021-02-16 18:30:49 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    16 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Nile sono i capostipiti indiscussi di un death metal totalmente votato, a livello tematico ed anche stilistico, all'Antico Egitto. Sulla falsariga della leggendaria band americana, poi, sono nate molte altre realtà che raccontano una determinata cultura in chiave metal. Questa volta tocca agli australiani Tzun Tzu, che già solo dal nome avete capito dove vanno a parare. Esatto, la storia giapponese.
i nostri nascono nel 2003, ma contano all'attivo un solo album nel 2012 ed una serie di EP, come il qui presente "The Forbidden City", il quarto lavoro dopo il debutto. Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa dicendo subito che se ne poteva fare tranquillamente a meno - insomma, dal 2012 al 2020 ci sono otto anni, più che sufficienti per un secondo full-length -. Ma tant'è, perciò vediamo cosa hanno da offrire le tre tracce presenti, per un totale - sorprendente - di ben 19 minuti esatti di durata.
La formula del trio è ben riconoscibile e sempre benvenuta: un classico death metal feroce sulla falsariga della scuola americana e canadese (Nile e Cryptopsy in primis). Il tutto sorprendentemente curato con degli innesti quasi melodici che ci ricordano come il topic principale sia proprio il Giappone. E di base l'EP fa esattamente il suo lavoro, né più, né meno. Eccezion fatta per la terza traccia, la lunghissima "Ko'Muso". Con i suoi 8 minuti di durata, il brano risulta il più interessante e completo dei tre, a cominciare dall'ottima - per quanto standard - prova canora di Don Taylor, il quale unisce un growl molto cavernoso sulla falsariga di Karl Sanders. Il comparto ritmico e la sezione riff, invece, danno il meglio di loro, collocandosi in quella frangia del death/brutal death che fanno del muro sonoro invalicabile il loro punto focale. Il brano è mastodontico, accompagnato da un tappeto di batteria praticamente inarrestabile e ricco di passaggi. Insomma, un brano che la sua porca figura la fa eccome.
Per il resto nulla di nuovo, siamo di fronte ad un EP che, per quanto inutile, mostra comunque una band che ha trovato la sua formula, proponendo uno stile che ricorda da vicino il Giappone, a cominciare dalla copertina. Speriamo i nostri si decidano a sfornare un album completo.

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