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Per i Suffering Hour un enorme salto di qualità ed una nuova fase musicale Per i Suffering Hour un enorme salto di qualità ed una nuova fase musicale Nuovo

Per i Suffering Hour un enorme salto di qualità ed una nuova fase musicale

recensioni

titolo
The Cyclic Reckoning
etichetta
Profound Lore Records
Anno

PROVENIENZA: USA

GENRE: Avant-garde Black Metal

TRACKLIST:
1. Strongholds of Awakening =ASCOLTA=
2. Transcending Antecedent Visions
3. The Abrasive Black Dust II
4. Obscuration
5. The Foundations of Servitude

LINE-UP:
YhA - vocals, guitars
DgS - bass, vocals
IsN - drums, vocals

opinioni autore

 
Per i Suffering Hour un enorme salto di qualità ed una nuova fase musicale 2021-02-21 17:25:21 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    21 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dal dizionario: "annichilimento: annientamento, distruzione totale, nullificazione". Ecco, ora immaginate questo processo in chiave musicale -o quantomeno provateci-. Pensate ad un buco nero o ad un oscuro vortice che risucchia a sé ogni cosa, senza lasciare spazio ad un briciolo di vita o ad un barlume di speranza. Immaginate quel senso di vuoto interiore ed angoscia che vi divora inesorabilmente, come se una forza invisibile e maligna si fosse impossessata di voi. Ecco, queste sono le sensazioni che si provano durante l'ascolto di "The Cyclic Reckoning", seconda fatica degli americani Suffering Hour uscita per Profound Lore Records. Un album che segna per i nostri una nuova fase musicale, molto più matura e ricca di esperienza. Si potrebbe parlare anche di un cambio di genere se vogliamo: dal black/death iniziale di "In Passing Ascension" (2017) ci si è spostati verso sonorità più avant-garde black. Un'operazione non da poco, soprattutto perché ora sono le atmosfere tetre ed oscure le vere protagoniste. Se prima erano la tecnica e la pesantezza dei riff il punto focale, adesso invece il trio ha deciso di puntare molto di più alle ambientazioni e al messaggio. C'è da dire che quella vena avanguardistica alla Ulcerate e Deathspell Omega c'è sempre stata, così come le sonorità feroci degli Immolation. Possiamo quindi dire che i Suffering Hour abbiano nel tempo semplicemente cercato la loro strada, sperimentando ed osando sempre di più. Non a caso partirono da un techincal thrash con il nome di Compassion Dies per poi cambiare nome e genere, aggiungendo di volta in volta elementi sempre nuovi. Il risultato di tutto questo processo è, per l'appunto, il qui presente "The Cyclic Reckoning". Personalmente il lavoro più completo ed evocativo della band americana, e sicuramente tra le migliori uscite dell'anno. Quelle atmosfere lugubri, caustiche e claustrofobiche degli Ulcerate sono lo sfondo dal quale emerge un black metal molto evocativo ed evanescente che a tratti ricorda quello dei The Great Old Ones. Anche la prova canora, a cui hanno collaborato tutti e tre i membri, è qualcosa di completamente atipico e magistrale. Le parti in growl sono profonde e cavernose, quasi a ricordare un'antica eco provenire dalle viscere della terra. Quelle in scream invece rendono l'atmosfera velenosa e corrosiva. Ad ogni sezione ritmica corrisponde un cantato differente, come se la musica fosse realmente viva e la voce fungesse da tramite attraverso il quale veicolare un messaggio di morte e nichilismo.
Provate ad ascoltare i vecchi lavori uno dopo l'altro fino a giungere a "The Cyclic Reckoning" e vi renderete conto dell'enorme passo in avanti fatto. Chiudere gli occhi e premere il tasto "play" equivale ad entrare in un vortice fatto di sofferenza allo stato puro in cui una feroce forza oscura vi porterà via ogni sensazione positiva lasciandovi in un limbo di eterno nulla. Ogni punto di riferimento si dissolve come polvere al vento. Ciò che resta è il terrore cosmico, un po' come la paura dell'ignoto in Lovecraft. Pelle d'oca per tutto l'ascolto; garantito!
45 lunghissimi minuti di agonia in 5 tracce -l'ultima dura 16 min e mezzo- durante i quali ci si sente oppressi da un senso di caotica claustrofobia. Una prova musicale da encomio che fa dei Suffering Hour una delle band più interessanti e meritevoli dei nostri giorni. Degni eredi di quei mostri sacri che rispondo a nome di Ulcerate, Gorguts e Deathspell Omega. Complimenti!

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