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Un debutto più che positivo per i Durbin Un debutto più che positivo per i Durbin

Un debutto più che positivo per i Durbin

recensioni

gruppo
titolo
"The beast awakens"
etichetta
Frontiers Music
Anno

TRACKLIST:
01. The Prince of metal
02. Kings before you
03. Into the flames
04. The sacred mountain
05. The beast awakens
06. Evil eye
07. Necromancer
08. Riders on the wind
09. Calling out for midnight
10. Battle cry
11. By the horns
12. Rise to Valhalla

LINE-UP:
James Durbin: Vocals, rhythm guitars
Barry Sparks: Bass
Mike Vanderhule: Drums
Jon Yadon Jr. – Guitars
Marc Putnam – Guitars
Dylan Rose – Guitars
Nick Gallant – Guitars

GUESTS:
Chris Jericho vocals on “Kings Before You”

Phil Demmel guitars on “Kings Before You”

Ryan Heggum, Ellison & Jeremy Locke - additional guitars

Earl Salindo - keyboards, synth

Paul Grimm - textures, pads

opinioni autore

 
Un debutto più che positivo per i Durbin 2021-02-22 08:41:52 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    22 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dietro il nome “Durbin”, si cela il talentuoso singer e chitarrista americano James Durbin, noto per aver partecipato al talent show televisivo “American idol” e per aver fatto parte degli storici Quiet Riot per qualche anno. Nel 2020 ha creato questa band, reclutando il bassista Barry Sparks ed il batterista Mike Vanderhule, entrambi con notevole esperienza alle spalle, avendo militato in numerosi gruppi di ogni genere. Da qualche giorno è sul mercato il debut album dei Durbin, intitolato “The beast awakens”, composto da 12 tracce per poco meno di 55 minuti di durata, segno che il songwriting non è mai prolisso, ma anzi alquanto equilibrato. Lo stile canoro pulito ed acuto di James Durbin contraddistingue il sound, ricamato attorno alla sua voce, ma dotato anche di piacevoli linee melodiche create dagli strumenti. Lo stile è un classico heavy metal, tra Judas Priest e qualche tocco alla Savatage, senza dimenticare la lezione del grande R.J.Dio; un qualcosa di molto classico insomma, ma con quel tocco moderno concesso da una produzione al passo con i tempi e che carica di groove soprattutto le chitarre (suonate di volta in volta da vari musicisti). Il ritmo è spesso frizzante e decisamente orecchiabile, tanto che non ci sarebbe da sorprendersi se ci si dovesse ritrovare presto a canticchiare vere e proprie hits come “Evil eye” o “Necromancer” che, assieme all’accoppiata conclusiva “By the horns”/”Rise to Valhalla”, costituiscono le canzoni migliori di questo disco e valgono da sole l’acquisto. Ottima anche l’opener “The Prince of metal” e non dispiacciono nemmeno “Kings before you”, la veloce “Calling out for midnight”, la più moderata ma orecchiabile “Into the flames” e la title-track. Non tutto però calza a perfezione ed, ad esempio, quando il ritmo cala (“The sacred mountain” e “Riders on the wind”), le composizioni si fanno più banali e scontate, rischiando di annoiare molto presto. Piuttosto che due pezzi così “mosci”, sarebbe stato preferibile inserire una romantica ballad, in cui la voce squillante ed espressiva di Durbin avrebbe potuto dare sicuramente un tocco di classe; “Battle cry” vorrebbe essere un qualcosa di simile, ma senza brillare in maniera particolare, soprattutto in quanto a pathos. Nonostante ciò “The beast awakens” rimane un ottimo album che avrà riscontri positivi tra i fans del buon vecchio heavy metal; un debutto insomma più che positivo per i Durbin!

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