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Debut album per i Gravesend: Darkthrone meets Bolt Thrower Debut album per i Gravesend: Darkthrone meets Bolt Thrower Hot

Debut album per i Gravesend: Darkthrone meets Bolt Thrower

recensioni

gruppo
titolo
Methods of Human Disposal
etichetta
20 Buck Spin
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Black Metal/Grindcore 

FFO: Darkthrone, Bolt Thrower, Revenge, Bestial Warlust, Caustic Wounds 

LINE UP: 
A - vocals, guitars, synth 
S - bass, vocals, synth 
G - drums 

TRACKLIST: 
1. Fear City [01:30] 
2. Sth-10 [01:54] 
3. Methods of Human Disposal [01:53] =VIDEO= 
4. Ashen Piles of the Incinerated [01:59] =ASCOLTA= 
5. End of the Line [01:22] =ASCOLTA= 
6. Subterranean Solitude [01:17] 
7. Unclaimed Remains [02:14] 
8. Verrazzano Floater [01:17] 
9. Eye for an Eye [01:54] 
10. Trinity Burning [02:41] 
11. Needle Park [01:37] =ASCOLTA= 
12. Absolute Filth [01:48] 
13. The Grave's End [01:23] 
14. Scum Breeds Scum [02:06] 
15. Concrete Feet [02:04] 

Running time: 26:59 

opinioni autore

 
Debut album per i Gravesend: Darkthrone meets Bolt Thrower 2021-02-23 19:10:45 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si formano nel 2020 rilasciando subito un demo a titolo "Preparations for Human Disposal", nel tempo di un giro di calendario firmano per 20 Buck Spin e pubblicano il primo full length "Methods of Human Disposal": questa la brevissima storia degli statunitensi Gravesend, violenta creatura partorita dalle menti di tre musicisti newyorchesi. Leggendo che si tratta di una band Black Metal/Grindcore si assume a priori che le influenze del trio americano provengano dagli Anaal Nathrakh: niente di più sbagliato. Per quanto quella sia la base, le sonorità dei Gravesend vertono soprattutto su di un mix tra Darkthrone e Bolt Thrower, cui si aggiungono le bordate old school dei Revenge (senza la produzione ignobile che contraddistingue i canadesi però) e fucilate Death/Grindcore à la Caustic Wound. "Methods of Human Disposal" anzitutto suona come un lavoro dell'underground estremo di fine anni '90/inizio del nuovo secolo: produzione sporca, grezza, ma non per questo inascoltabile, screamin' vocals ferali... quello che però colpisce dei Gravesend è quel loro saper fondere in pezzi anche parecchio rapidi - il massimo sono i 2:40 di "Trinity Burning" - i vari elementi che formano il loro sound: non deve stupire quindi se all'interno di brani di violenza inaudita si possano trovare passaggi potenti e dal tono marziale che rimandano ai leggendari Bolt Thrower. Un esempio perfetto può essere "Unclaimed Remains", pezzo che con "End of the Line" e "Needle Park" rappresenta un trittico di brani che possono fungere da perfetta fotografia dell'operato della band statunitense.
Vero che 20 Buck Spin ci ha ormai abituato ad uscite di livello qualitativo maggiore rispetto a questo "Methods of Human Disposal", ma è altresì vero che se si vuole dell'underground estremo di qualità, è alla porta della label di Pittsburgh che bisogna bussare. Ed il debut album dei Gravesend, tutto sommato, non fa eccezione, raggiungendo a nostro avviso la sufficienza piena, grazie a quell'aura di violenza tipica del più becero War Metal infarcita dei toni marziali del Death britannico.

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