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Una buona prova per i francesi Wintereve in questo loro secondo album Una buona prova per i francesi Wintereve in questo loro secondo album Hot

Una buona prova per i francesi Wintereve in questo loro secondo album

recensioni

gruppo
titolo
October Dark
etichetta
Horror Pain Gore Death Productions
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Melodic Doom/Death Metal 

FFO: Draconian, My Dying Bride, Tiamat, early Therion, Edenfall 

LINE UP: 
Mary - vocals 
Armand - guitars, bass, keyboards 
Seeklone - drums (session) 

TRACKLIST: 
1. Olima [06:38] =ASCOLTA= 
2. Sea of Suffering [07:14] =ASCOLTA= 
3. The Quiet Desperation [07:52] 
4. October Dark [06:22] =ASCOLTA= 
5. Call of the Void [06:05] =ASCOLTA= 
6. Forgotten [05:14] 
7. To Die in Your Arms [05:20] 
8. Down the Path to Perdition [11:09] 

Running time: 55:54 

opinioni autore

 
Una buona prova per i francesi Wintereve in questo loro secondo album 2021-02-23 19:53:07 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Febbraio, 2021
Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 2021
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Uscito originariamente autoprodotto nell'aprile del 2020, viene oggi ristampato da Horror Pain Gore Death Productions "October Dark", secondo album dei francesi Wintereve. Partiamo col dire che la proposta dell'act transalpino è quanto di più lontano a quello cui ci ha abituato la label statunitense, la cui produzione è per lo più incentrata sul Death old school e sul Grindcore; il sound dei Wintereve, invece, è il più classico Melodic Doom/Death - con annesse fortissime deviazioni sul Gothic - con influenze che spaziano tra i nomi "soliti": My Dying Bride, Tiamat, Draconian (soprattutto) ed Edenfall per i tratti prettamente gotici. Di certo il titolo "October Dark" non è che brilli per originalità, così come tutto sommato anche il sound della band francese, ma sembra proprio che ai Wintereve poco importi questo; musicalmente, infatti, i Nostri ripercorrono la strada già tracciata dalle bands succitate, con melodie malinconiche ed un mood cupo che permea l'intera tracklist dell'album. La solida base su cui poggia tutto è però il cantato di Mary - al secolo Marie Martinerie -, la cui dolce voce è come soave nenia che ci accompagna lungo le autunnali visioni di boschi cupi e foglie rosse che ci offre quest'opera. Va detto, ad onor di cronaca, che il livello qualitativo del comparto vocale si abbassa leggermente quando a entrare in campo sono le harsh vocals, ma per il resto il secondo album dei Wintereve è uno di quei lavori che, con il giusto umore, saprà essere un ascolto piacevole, grazie anche a brani di pregevole fattura come "Olima", "Sea of Suffering" e "Call of the Void". Per i fans del Melodic Doom/Death plumbeo di scuola My Dying Bride & Co., i Wintereve potranno essere una piacevole scoperta: buttateci un orecchio, non ne resterete delusi.

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