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Dopo tanti anni di gavetta, gli Ominous Ruin si presentano con un primo full length impressionante Dopo tanti anni di gavetta, gli Ominous Ruin si presentano con un primo full length impressionante

Dopo tanti anni di gavetta, gli Ominous Ruin si presentano con un primo full length impressionante

recensioni

titolo
Amidst Voices that Echo in Stone
etichetta
Willowtip Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Technical Death Metal 

FFO: Decrepit Birth, Deeds of Flesh, Severed Savior, Odious Mortem, Spawn of Possession 

LINE UP: 
Adam Rosado - vocals
Alex Bacey - guitars
Petr Oplatka - guitars
Mitch Yoesle - bass
Andrew Baird - drums 

TRACKLIST: 
1. Ritual [03:48] =ASCOLTA= 
2. Attuned to the Chasm [04:20] =ASCOLTA= 
3. Deception [06:15] 
4. Chrysalis of Flesh [04:29] 
5. A Feast for Shadows [02:56] 
6. Labyrinthine Torment [07:01] 
7. Consumed [05:20] 
8. Simulacra [06:13] 
9. Amidst Voices that Echo in Stone [04:58] 

Running time: 45:20 

opinioni autore

 
Dopo tanti anni di gavetta, gli Ominous Ruin si presentano con un primo full length impressionante 2021-02-26 17:55:18 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un paio di demo ed un EP datato 2015, tramite l'ormai solita Willowtip Records arrivano all'esordio su lunga distanza i californiani Ominous Ruin: e quello della band di San Francisco è un debut album col botto. Il quintetto statunitense si presenta con un Technical Death Metal frenetico, in cui i nostri riescono ad unire una tecnica eccelsa ad un songwriting particolarmente ispirato. Merito maggiore dei Nostri è quello di sapersi dosare: pur avendo un tasso tecnico particolarmente elevato, non si dilungano troppo in passaggi estremamente complicati, né tantomeno il loro lavoro consiste in una serie infinita di riff sparati a velocità allucinanti e blast beat come se non di fosse un domani - cosa che comunque non manca, basta ascoltare la folle "Attuned to the Chasm" -. Sostanzialmente, gli Ominous Ruin proseguono la tradizione del Technical Death californiano, andando in scia a gente come Odious Mortem, Severed Savior, Decrepit Birth e Deeds of Flesh, ed è proprio a queste ultime due bands che il quintetto è maggiormente debitore, insieme a gruppi come Spawn of Possession e Necrophagist, da cui traggono certe derive melodiche che danno una maggiore ariosità a dei brani che vivono su di un comparto strumentale estremamente compatto, in cui passaggi violenti e brutali vengono inframezzati da ottimi break ed ottimi rallentamenti - segnaliamo quello in "Deception", pezzo migliore dell'album a nostro avviso - che aiutano gli Ominous Ruin a non scadere in una facile monotonia.
Tanti anni di gavetta non hanno che giovato agli Ominous Ruin, che si sono presentati all'appuntamento con il primo full length con un enorme grado di preparazione, tanto da non soffrire per nulla di timore reverenziale per essere usciti con una garanzia per il Technical Death quale è Willowtip Records. Ci hanno messo tempo insomma gli Ominous Ruin, ma se il risultato è un album così godibile come "Amidst Voices that Echo in Stone", possiamo dire che il gioco è valso la candela.

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