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Ævangelist: ma non converrebbe continuare con un nuovo nome? Ævangelist: ma non converrebbe continuare con un nuovo nome? Hot

Ævangelist: ma non converrebbe continuare con un nuovo nome?

recensioni

titolo
Dream an Evil Dream III
etichetta
Dead Seed Productions
Anno

PROVENIENZA: Finlandia/Francia 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Mitochondrion, Imperial Triumphant, Portal, Abyssal, Blut Aus Nord 

LINE UP: 
Stéphane Gerbaud - vocals
Matron Thorn - all instruments 

TRACKLIST: 
1. Dram an Evil Dream III [46:09] 

Running time: 46:09 

opinioni autore

 
Ævangelist: ma non converrebbe continuare con un nuovo nome? 2021-02-26 19:09:28 Daniele Ogre
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Febbraio, 2021
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Il nome degli Ævangelist è al centro di una disputa pesante tanto quella attorno ai Batushka, se non più date le gravi accuse che hanno spinto allo split tra Matron Thorn ed il suo primo socio Ascaris. Ci sono due entità oggi a nome Ævangelist: una negli States, dichiarata morta e sepolta da Ascaris, l'altra nata nel 2018 quando, dopo essersi spostato in Finlandia, Matron Thorn ha affermato di possederne i diritti. E quello di conservare il nome, è stato forse il grosso errore del polistrumentista statunitense, accompagnato in questo nuova avventura dall'ex-Anorexia Nervosa Stéphan Gerbaud alla voce. Se la prima incarnazione di questo progetto era all'insegna della discontinuità, essendo capace di lavori mediocri come "Dream an Evil Dream" o "Writhes in the Murk" ma anche di album ottimi come i primi due "De Masticatione Mortuorum in Tumulis" ed "Omen ex Simulacra", lo stesso non si può dire ci questa nuova incarnazione europea degli Ævangelist. Questo progetto è sempre stato sinonimo di cacofonia, ma se illo tempore aveva di per sé un senso e poteva godere delle splendide aperture di Ascaris con sassofono e violoncello, oggi gli Ævangelist sembrano essere ostaggi dell'ego di Matron Thorn. Partiamo col dire che "Dream an Evil Dream III" è comunque un passo avanti rispetto all'assolutamente pessimo "Nightmarecatcher", si ha comunque la sensazione che il duo finnico-francese non sappia bene dove voglia andare a parare; un unico brano dalla lunga durata non è per nulla una novità, ma a differenza ad esempio dei dischi di Agalloch e Shores of Null, con "Dream an Evil Dream III" si ha una sensazione straniante, di totale slegatura tra le varie parti che compongono questa traccia di 46 minuti che compone la quarta uscita degli "Ævangelist 2.0". Si ha sempre quel senso di cacofonico e perverso che contraddistingue da sempre gli Ævangelist, ma è anche vero che quest'opera è a dir poco caotica, tanto che in alcuni punti - nemmeno di breve durata - ci si perde nel marasma sonoro proposto dai Nostri, che passano da un incipit Ambient alla ferocia del Black, arrivando a toccare il più cupo Death/Doom in un mischione che spesso sembra essere senza né capo né coda: tutto sembra essere messo lì perché deve esserci, senza che ci sia una personalità ben distinta.
"Dream an Evil Dream III" non fa che confermare quanto si può pensare degli Ævangelist: non ci sono mezze misure, questa band e quest'album o si amano o si odiano. Vedrete sicuramente in giro i commenti più disparati che chi idolatrerà questa perversa release dell'act finlandese/francese, chi invece ne dirà essenzialmente peste e corna. Noi ci sentiamo nel mezzo, tendenti però verso il negativo: se dopo appena 1/4 d'ora sentirete di averne abbastanza e sudate freddo pensando che manca ancora mezz'ora, allora vorrà dire che state provando le nostre stesse sensazioni e che quindi, nonostante sia un lavoro intenso, "Dream an Evil Dream III" non fa per voi. Un album (ed una band) assolutamente non per tutti, c'è però quella domanda che campeggia nel titolo della recensione: ma non converrebbe continuare con un nuovo nome?

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