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Helstar: un doppio cd che raccoglie le più recenti uscite Helstar: un doppio cd che raccoglie le più recenti uscite

Helstar: un doppio cd che raccoglie le più recenti uscite

recensioni

gruppo
titolo
"Clad in black"
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
CD 1 – Clad in black
1. Dark incarnation (Mother of the night)
2. Black wings of solitude
3. Across the raging seas
4. Restless and wild – Accept cover
5. After all (The dead) – Black Sabbath cover
6. Sinner – Judas Priest cover
CD 2 – Vampiro
1. Awaken unto darkness
2. Blood lust
3. To dust you will become
4. Off with his head
5. From the pulpit to the pit
6. To their death beds they fall
7. Malediction
8. Repent in fire
9. Abolish the sun
10. Black cathedral
11. Dreamless sleep

LINE-UP:
James "Vampiro" Rivera – Vocals
Larry Barragan – Guitars
Andrew Atwood – Guitars
Garrick Smith – Bass
Michael Lewis – Drums

opinioni autore

 
Helstar: un doppio cd che raccoglie le più recenti uscite 2021-02-27 10:29:06 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    27 Febbraio, 2021
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Gli Helstar sono tra le più longeve metal bands americane, essendo in attività addirittura dal lontano 1981; negli anni ’80 realizzarono 4 full-lenghts per poi fermarsi sostanzialmente fino al 1995, quando rilasciarono l’album “Multiples of black”; ci sono voluti poi altri 12 anni per tornare in studio nuovamente nel 2007 con “Sins of the past”. Da allora, complice anche una certa svolta nel sound verso il thrash, la band di Larry Barragan è stata abbastanza prolifica. Oggi parleremo del doppio album “Clad in black”, primo full-lenght per Massacre Records che però non è altro che l’unione dell’ultimo album “Vampiro” (uscito nel 2016 e passato un po’ in sordina) con il 7” “Black wings of solitude” rilasciato ad ottobre dello scorso anno. Nel primo cd, da cui il titolo all’intero lavoro, oltre al predetto singolo troviamo 2 inediti ed altre 2 cover. Sugli inediti, “Dark incarnation (Mother of the night)” ed “Across the raging seas” non mi soffermo molto, dato che non mi hanno colpito granché; segnano un ritorno alle vecchie sonorità degli inizi della carriera degli Helstar, quasi a lasciare il thrash delle uscite più recenti per tornare al buon vecchio speed/heavy. Ci sono poi le cover; sul singolo c’era solo “After all (The dead)” dei Black Sabbath più recenti (è tratta da “Dehumanizer”), mentre qui vengono aggiunte “Restless and wild” degli Accept (title-track del mitico album del 1982) e “Sinner” dei Judas Priest (altro pezzo storico che risale al 1977). Detta sinceramente mi sono piaciute più le cover, che gli inediti! Sul secondo cd c’è l’album “Vampiro” che, dalla sua uscita nel 2016, non avevo mai avuto modo di ascoltare. Anche qui notiamo un certo ammorbidimento del sound rispetto alle più recenti releases degli Helstar ed il thrash che avevo avuto modo di apprezzare, ad esempio, nel 2014 sull’ottimo “This wicked nest”, lo ritroviamo prevalentemente nella parte centrale con le ottime “To their death beds they fall” e “Malediction” (splendida strumentale!) che poi sono le migliori tracce dell’intero lavoro. Ciò che continua ad essere un’arma a doppio taglio è il songwriting; molti brani, infatti, soffrono di eccessiva lunghezza e probabilmente, con strutture più semplici e concise, avrebbero potuto avere una miglior riuscita. “Clad in black” non sarà ricordato come il miglior disco della carriera degli Helstar, ma può essere una buona occasione per chi non è riuscito a trovare il precedente album “Vampiro”; in caso contrario, c’è obiettivamente molto di meglio in giro.

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