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Il nuovo EP dei Requiem for Oblivion presenta una delle peggiori produzioni che siano capitate negli ultimi anni

recensioni

titolo
Hindsight 2020
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Progressive/Technical Death Metal 

FFO: Suffocation, Gojira, Gorod, Beyond Creation, Ulcerate 

LINE UP: 
Mark Fedorchak - vocals
Stevenscream - guitars , vocals
Geoff Radziszewski - guitars
Kyle Kraschneske - bass, vocals
Talashar - drums 

TRACKLIST: 
1. Lies and Fire [04:40] =ASCOLTA= 
2. Collapse the Structure [06:17] 
3. Shatterpoint [05:09] 
4. Conspiracy Bro [03:39] =ASCOLTA= 
5. Esoterica [05:29] 

Running time: 25:14 

opinioni autore

 
Il nuovo EP dei Requiem for Oblivion presenta una delle peggiori produzioni che siano capitate negli ultimi anni 2021-03-09 17:15:29 Daniele Ogre
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 09 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con quasi tre lustri di carriera sulle spalle e due album, "Dark Tales of Forgotten Mindscapes" (2014, Cedar Closet) e "Burning Nation" (2017, autoprodotto), arrivano a pubblicare il proprio terzo EP - i primi due nel 2011 e nel 2013 - gli statunitensi Requiem for Oblivion, quintetto di Erie (Pennsylvania) dedito ad un Progressive/Technical Death Metal che trae da diverse ispirazioni: si va dalle sonorità più 'classiche' dei Suffocation al tocco moderno dei Gojira, passando per certe follie avanguardiste degli Ulcerate. Una band insomma con diverse buone idee in cantiere, che non è però supportata da una produzione degna di tal nome. Ora, non saprei dire se "Hindsight 2020" sia stato volutamente prodotto in questo modo ma, se così fosse, sarebbe a nostro avviso un clamoroso autogol da parte dell'act americano. Come detto, ci sono diverse idee di base, nemmeno tanto male, ma per l'appunto col grave problema di una produzione insufficiente: suoni impastati, caotici, tanto che spesso si fa sinceramente fatica a capire cosa si stia ascoltando; e non convincono nemmeno le clean vocals (sort of...) che possiamo sentire ad esempio nell'invero mediocre brano "Collapse the Structure". A farne le spese sono pezzi che potrebbero essere maggiormente convincenti, come l'opener "Lies and Fire" e "Shatterpoint" (in cui però i Requiem for Oblivion reiterano in passaggi che vorrebbero sembrare in qualche modo sinistri, ma che risultano invece dozzinali).
Spiace, ma c'è poco che si salvi in questo EP dei Requiem for Oblivion: insomma, sembra quasi di ascoltare un mix tra un demo degli anni '90 registrato in presa diretta alla bell'e meglio e certa roba industrialoide. Se, durante un EP che supera di poco i 20 minuti di durata totale, arrivati nemmeno alla metà ci si chiede quanto ancora manchi, il voto finale non può che essere lontano anche dalla minima sufficienza.

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