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I The Crown non deludono le aspettative, sfornando l'ennesimo gran bel disco I The Crown non deludono le aspettative, sfornando l'ennesimo gran bel disco Hot

I The Crown non deludono le aspettative, sfornando l'ennesimo gran bel disco

recensioni

gruppo
titolo
Royal Destroyer
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Melodic Death/Thrash Metal 

LINE UP: 
Johan Lindstrand - vocals 
Marko Tervonen - guitars 
Robin Sörqvist - guitars 
Magnus Olsfelt - bass 
Henrik Axelsson - drums 

TRACKLIST: 
1. Baptized in Violence [01:18] 
2. Let the Hammering Begin! [06:13] 
3. Motordeath [04:23] =VIDEO= 
4. Ultra Faust [06:21] 
5. Glorious Hades [05:06] 
6. Full Metal Justice [03:01] 
7. Scandinavian Satan [02:57] =ASCOLTA= 
8. Devoid of Light [03:32] 
9. We Drift On [04:40] =VIDEO= 
10. Beyond the Frail [05:19] 
11. Absolute Monarchy [02:55] 

Running time: 45:45 

opinioni autore

 
I The Crown non deludono le aspettative, sfornando l'ennesimo gran bel disco 2021-03-13 12:31:20 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Bastano i primi secondi di "Baptized in Violence" per stamparsi in faccia un sorriso compiaciuto: i The Crown sono tornati! E lo fanno con un album come "Royal Destroyer" che conferma come la band svedese riesca a muoversi a proprio agio nel marasma della scena Death/Thrash svedese, tanto che ad oggi non si ricorda un album scadente da parte del quintetto scandinavo, nemmeno durante la parentesi Century Media (forse il solo "Death Is not Dead" non raggiunge la sufficienza piena, a onor di cronaca). Ma chi li segue sa che i The Crown riescono a dare il meglio quando a sventolare sulle loro teste è il vessillo di Metal Blade: già "Cobra Speed Venom" fu un gradito ritorno ai fasti consoni alla band svedese, ma con questa nuova opera i Nostri riescono senz'altro a migliorarsi ulteriormente. I The Crown appaiono in forma smagliante tanto dal punto di vista del songwriting quanto in quello dell'esecuzione, donandoci un album che sembra studiato ad hoc per colpire nel segno sin dall'inizio, con la rapida e feroce "Baptized in Violence" e la seguente "Let the Hammering Begin!", mese ad aprire il disco e a dichiarare gli intenti dei Nostri. Il sound dei The Crown d'altronde è ormai un marchio di fabbrica che si muove tra il più violento Death/Black svedese e sfuriate slayeriane, il tutto sporcato da una spiccata attitudine figlia dei Motorhead ed impreziosito dalle ottime melodie della premiata ditta Tervonen/Sörqvist. Magari "Royal Destroyer" cala un po' d'intensità sul finale, ma è anche vero che ogni singolo brano riesce a mantenere alta l'attenzione, che sia la martellante "Full Metal Justice" o la precedente "Glorious Hades", più 'calma' e che va a giocare soprattutto sui giri melodici delle due asce; ci sono poi pezzi come "Let the Hammering Begin!", "Motordeath" e "Scandinavian Satan" che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai classici del passato della band svedese, soprattutto la prima che è a mani basse il miglior brano del lotto e probabilmente la miglior canzone dei The Crown da buoni dieci anni a questa parte.
Con i The Crown si va sul sicuro: ad ogni loro nuova uscita, sappiamo già che avremo per le mani un disco che difficilmente deluderà le aspettative. Poteva mai fare eccezione "Royal Destroyer"? Assolutamente no, che domande: l'ultima fatica dell'act svedese è un album sanguigno e passionale in cui i Nostri non snaturano di una virgola quello che è il loro marchio di fabbrica da ormai tre decenni. Ed è, in fondo, quanto di meglio si possa chiedere loro, non trovate?

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