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Un maggior spazio alla componente Prog-Death è il principale fulcro del nuovo Stortregn Un maggior spazio alla componente Prog-Death è il principale fulcro del nuovo Stortregn Hot

Un maggior spazio alla componente Prog-Death è il principale fulcro del nuovo Stortregn

recensioni

gruppo
titolo
Impermanence
etichetta
The Artisan Era
Anno

PROVENIENZA: Svizzera 

GENERE: Progressive Melodic Black/Death Metal 

FFO: Dissection, Naglfar, Obscura, Opeth, Inferi 

LINE UP: 
Romain Negro - vocals 
Johan Smith - guitars 
Duran Bathija - guitars 
Manuel Barrios - bass 
Samuel Jakubec - drums 

TRACKLIST: 
1. Ghost of the Past [07:12] 
2. Moon, Sun, Stars [03:58] 
3. Cosmos Eater [06:58] =LYRIC VIDEO= 
4. Impermanence [02:19] 
5. Grand Nexion Abyss [06:23] 
6. Multilayered Chaos [05:14] =VIDEO= 
7. Timeless Splendor [05:34] 
8. Nénie [06:47] =ASCOLTA= 

Running time: 44:25 

opinioni autore

 
Un maggior spazio alla componente Prog-Death è il principale fulcro del nuovo Stortregn 2021-03-14 14:54:52 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    14 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo incontrato gli svizzeri Stortregn tre anni fa, all'epoca della recensione dell'album "Emptiness Fills the Void", disco che passò brillantemente la prova - a nostro avviso, sia chiaro -. Il quintetto di Ginevra torna oggi con il quinto studio album, "Impermanence", e si presenta ai nastri di partenza con un paio di novità, la cui prima che salta ovviamente all'occhio è il cambio di etichetta, essendo passati da Non Serviam Records a The Artisan Era; la seconda riguarda invece il sound dei Nostri: pur restando fortemente radicati ad un Melodic Black/Death influenzato dalla scuola svedese (Dissection, Naglfar, Sacramentum, piuttosto che i tedeschi Thulcandra), in "Impermanence" prende una maggiore importanza rispetto al passato la componente Progressive Death, cosa questa riscontrabile soprattutto nei giri di basso di Manuel Barrios (con chiari rimandi a gente come Beyond Creation, Obscura, Gorod...) e nelle magistrali parti soliste, in cui gli Stortregn mettono in campo tutte le loro innate doti tecniche, chiamando in causa derive opethiane che rendono ancora più interessante l'opera. Questo mix di passaggi ipertecnici e sfuriate Black/Death dona al quinto album della band elvetica una maggiore varietà, rendendo "Impermanence" un lavoro tutt'altro che scontato.
Forse un po' più "ragionato" rispetto al passato, il sound degli Stortegn riesce ad ammaliare: "Impermanence" è un lavoro consigliabile probabilmente più ai fans del Progressive Death à la Obscura o Opeth, ma chi ama la buona musica a prescindere non facendosi "turbare" da un approccio extreme metal potrà trovare qui diversi spunti d'interesse.

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