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I Distant tirano fuori un secondo micidiale EP e si confermano la miglior band deathcore/downtempo I Distant tirano fuori un secondo micidiale EP e si confermano la miglior band deathcore/downtempo

I Distant tirano fuori un secondo micidiale EP e si confermano la miglior band deathcore/downtempo

recensioni

gruppo
titolo
Dusk of Anguish
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda

GENERE: Deathcore/Downtempo

TRACKLIST:
1. The Offering
2. Dusk Of Anguish ft. John Robert C. (The Last Ten Seconds of Life)
3. The Eternal Lament =OFFICIAL VIDEO=
4. Cryogenesis ft. Lochie Keogh (Alpha Wolf) =OFFICIAL VIDEO=
5. Graveborn
6. Rakva

LINE-UP:
Alan Grnja - Vocals
Nouri Yetgin - Guitars
Vladimir Golic - Guitars
Eise Smit - Guitars
Elmer Maurits - Bass
Jan Mato - Drums

opinioni autore

 
I Distant tirano fuori un secondo micidiale EP e si confermano la miglior band deathcore/downtempo 2021-03-26 16:35:14 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    26 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci eravamo lasciati a fine 2020 con "Dawn of Corruption", il primo EP degli olandesi Distant dopo il debut album capolavoro del 2019 "Tyrannothopia". E ci ritroviamo a marzo 2021 con il qui presente "Dusk of Anguish", secondo EP che, sulla falsariga del precedente, continua il concept inaugurato dal primo album, portando ancora più in profondità le sonorità marcissime e devastanti della band. Un lavoro di sei tracce malate e pesanti che, come del resto si poteva già intuire nel 2019, confermano i Distant come la miglior band deathcore/downtempo europea, e ormai un nome di primaria importanza nel panorama del metal estremo.
Nonostante il cambio di line-up che vede Jan Mato alla batteria (ex-Shrill Whispers) e Eise Smit alla chitarra (ex-Rising Conflict), il sound della band non è stato minimamente intaccato; semmai migliorato. Già perché se da un lato il debutto del 2019 era già qualcosa di totalmente diverso ed esponenzialmente più malato di tante altre proposte, è altresì vero che con i due EP i Distant hanno evoluto maggiormente la loro proposta. Il risultato è un comparto tecnico e compositivo nettamente più ampio e orrorifico. Una componente, quest'ultima, che è il vero marchio di fabbrica dei nostri. Ad uno slam deathcore pesantissimo come un'incudine subentrano le sonorità elettroniche e dissonanti in sottofondo che letteralmente spaventano l'ascoltatore gettandolo in un abisso di terrore lovecraftiano. Il tutto restando sempre a dei livelli che non superano mai la linea sottile tra un lavoro pieno di innesti e molto curato a livello di produzione e un sound eccessivamente lavorato e pomposo. I Distant riescono sempre rimanere al limite, non sfociando mai nell'autoreferenzialità e nella noia. Un segno che ci fa capire come il gruppo abbia trovato la propria strada all'interno di una proposta musicale piena di tanti lavori, dai più mediocri ai più meritevoli. Un brano dei Distant riusciresti a riconoscerlo tra mille e si può essere certi che non deluderà affatto le aspettative. Certo, stiamo comunque parlando di un genere piuttosto di nicchia e ricercato se vogliamo. Ma vi posso garantire che una bomba atomica del genere difficilmente la si trova da altre parti.
I miei personali compimenti alla band e non vedo l'ora di ascoltare un secondo album completo.

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