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Prog Sludge complesso e stratificato in questo secondo album dei Dvne Prog Sludge complesso e stratificato in questo secondo album dei Dvne Hot

Prog Sludge complesso e stratificato in questo secondo album dei Dvne

recensioni

gruppo
titolo
Etemen Ænka
etichetta
Metal Blade Records
Anno

Tracklist:
1. Enuma Elis
2. Towers
3. Court of the Matriarch
4. Weighing of the Heart
5. Omega Severer
6. Adrӕden
7. Sì-XIV
8. Mleccha
9. Asphodel
10. Satuya

Line-up:
Victor Vicart - guitars, vocals, keyboards
Dudley Tait - drums
Daniel Barter - guitars, vocals
Greg Armstrong - bass
Evelyn May - keyboards

Lissa Robertson - vocals on tracks 5, 9; Spoken words on track 4

opinioni autore

 
Prog Sludge complesso e stratificato in questo secondo album dei Dvne 2021-03-27 17:30:13 Virgilio
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Virgilio    27 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Dvne sono un gruppo scozzese che aveva pubblicato quattro anni fa il proprio primo album, "Asheran". Il loro secondo full-length, già dal titolo scelto, "Etemen Ænka", lascia intendere di come si tratti di un disco alquanto complesso e ricco di sfumature. Si tratta fondalmentalmente di un concept, incentrato sulla storia di una civiltà, dominata dai cosiddetti "celestials" e su come questi si siano adoperati per dare vita alla propria visione utopistica. Il concept peraltro non impedisce loro di proporre alcuni precisi rimandi letterari: così, ad esempio, "Enuma Elis" fa riferimento espressamente al poema epico babilonese, mentre "Towers" è ispirata ai libri "Terminal World" di Alastair Reynolds e "Bay City (Altered Carbon)" di Richard K Morgan. Questo tipo di impostazione porta la band a realizzare dei brani alquanto vari e in qualche modo anche ricchi di contrasti, nei quali possiamo ritrovare passaggi molto oscuri e pesanti, con un massiccio utilizzo di extreme vocals e toni ribassati, rispetto ad altri più atmosferici ed eterei, che arrivano ad essere davvero minimalisti e soffusi (forse anche troppo), se prendiamo il caso di "Adrӕden" e "Asphodel". C'è anche una certa tendenza al progressive, con cambi tematici che si susseguono con totale naturalezza, specie in tracce di lunga durata, quali possono essere ad esempio "Omega Severer", "Mleccha" o la suggestiva "Satuya". La band opta peraltro per fare un massiccio uso di tastiere e sintetizzatori, che arricchiscono la loro musica con particolari effetti, non inficiando la pesantezza dei suoni, ma contribuendo a creare un sound che riesce a introdurre in maniera più efficace e suggestiva l'ascoltatore nell'impianto narrativo e atmosferico da essi creato. Per un paio di tracce viene fatto ricorso anche ad una voce femminile, che aggiunge ulteriore profondità a dei brani già ricchi non solo, come specificato, di più temi, ma anche alquanto stratificati nelle linee vocali e strumentali. "Etemen Ænka" è un disco che riesce ad essere alquanto affascinante e che dimostra la maturità artistica già raggiunta dalla band, per cui non c'è da stupirsi a questo punto se la Metal Blade abbia deciso di puntare su di loro.

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