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Wythersake: una band che ha bisogno della propria identità stilistica Wythersake: una band che ha bisogno della propria identità stilistica Hot

Wythersake: una band che ha bisogno della propria identità stilistica

recensioni

titolo
Antiquity
etichetta
Scarlet Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Symphonic Black/Death Metal 

FFO: Dimmu Borgir, Emperor, Limbonic Art, Fleshgod Apocalypse, Septicflesh 

LINE UP: 
Gabriel Luis - vocals, guitars 
James Siegrist - guitars 
Cody Bowen - bass 
Daniel Salamanca - drums 

TRACKLIST: 
1. Prediluvian [02:03] 
2. Antiquity [05:00] 
3. The Advent [06:42] 
4. From a Serpent Spoken [05:23] =VIDEO= 
5. Iniquity [05:25] =ASCOLTA= 
6. Through Ritual We Manifest [09:15] 
7. Lamentations [01:25] 
8. Feast upon the Seraph Within [06:59] 
9. Unto Light [05:56] 
10. My profane Goddess [08:00] 

Running time: 56:08 

opinioni autore

 
Wythersake: una band che ha bisogno della propria identità stilistica 2021-03-27 17:59:42 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    27 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 2021
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Avevano sino ad ora collezionato solo una serie di singoli gli statunitensi Wythersake, che arrivano oggi tramite la nostrana Scarlet Records alla pubblicazione di "Antiquity", debut album dunque per il quartetto di Washington D.C.; va detto che "Antiquity" risulta essere di certo un lavoro altamente commerciabile - e qui capiamo la mossa di Scarlet di prendere sotto contratto l'act americano -, ma c'è un rovescio della medaglia: tale commerciabilità la si deve soprattutto al fatto che i Wythersake sembrano aver studiato nei minimi dettagli lavori come "Spiritual Black Dimension", "Puritanical Euphoric Misanthropia" e "Death Cult Armageddon", chiamando sempre in causa le sonorità e le orchestrazioni dei Dimmu Borgir in questi album. Di per sé i brani che compongono "Antiquity" non sono nemmeno poi tanto male - al netto di una produzione tutt'altro che perfetta che tende a mettere troppo in risalto tanto le orchestrazioni quanto le parti soliste di chitarra -, ma alla lunga la sensazione che i Wythersake cadano in una fin troppo semplicistica emulazione della leggendaria band norvegese si fa sempre più forte, andando dunque a rimarcare la mancanza di personalità - o meglio, di una propria identità musicale - da parte del combo statunitense. Un pelo sopra le altre sembra essere "Through Ritual We Manifest", brano maggiormente improntato sul Symphonic Death più duro rispetto al resto della tracklist con i suoi rimandi a Septicflesh e Fleshgod Apocalypse.
I Wythersake hanno tempo per poter maturare e trovare una strada che sia solamente la loro. Per ora, con questo "Antiquity", la band di Washington D.C. è purtroppo da rimandare: troppo forte è la sensazione di star ascoltando una copia annacquata dei Dimmu Borgir in questo debut album, seppure i Nostri dimostrino che, alla base, c'è comunque qualcosa di buono su cui lavorarci su (le tematiche incentrate sullo gnosticismo, ad esempio). Ora starà tutta a loro.

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