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Troppe idee che alla fine non portano a nulla: per gli Aronious un debutto piuttosto caotico Troppe idee che alla fine non portano a nulla: per gli Aronious un debutto piuttosto caotico Hot

Troppe idee che alla fine non portano a nulla: per gli Aronious un debutto piuttosto caotico

recensioni

gruppo
titolo
Perspicacity
etichetta
The Artisan Era
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Technical/Progressive Death Metal

TRACKLIST:
1. Perspicacity Part 1
2. Perspicacity Part 2
3. Somatic Evolvement
4. The Passage of Knowledge
5. An Assembled Reality
6. Modernity Part 1 (Instrumental)
7. Modernity Part 2 (Instrumental)
8. Eternal Subjugation
9. Self Induced Affliction
10. The Digital Age
11. Delusions of Superiority =OFFICIAL VIDEO=
12. A Grim Fate
13. Inconclusive

LINE-UP:
Zach Earley – Vocals
Ryan Brumlic – Guitars
Nick Weyers - Guitars
Evan Neiman - Bass
Sean Smith - Drums/Backing Vocals

opinioni autore

 
Troppe idee che alla fine non portano a nulla: per gli Aronious un debutto piuttosto caotico 2021-03-28 15:22:52 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    28 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debuttano su The Artisan Era gli statunitensi Aronious con il loro primo full-length "Perspicacity". Un album monolitico partorito a distanza di 6 anni dal precedente Ep del 2014 -l'album è uscito nel 2020, ci scusiamo per il ritardo-. Un disco che, fin da subito, denota il più grande difetto dell'act del Wisconsin: troppe idee, troppa carne sul fuoco... troppo tutto. "Perspicacity" è un lavoro che si fa fatica ad ascoltare fino alla fine, perchè la quasi ora di durata si spalma in 12 tracce eccessivamente macchinose e fin troppo piene di elementi che, alla fine della questione, confermano il proverbiale "il troppo stroppia". Se da un lato la band ci sbatte in faccia un technical/progressive death di tutto rispetto - e tecnicamente ci siamo eccome- dall'altro l'esecuzione risulta eccessivamente esagerata e i brani non si sa dove vogliano andare a parare. Il risultato è solo un caotico impasto, pesante e difficile da digerire. Se a ciò si aggiunge quasi un'ora di ascolto, ecco che nemmeno a metà ci si scorda completamente di tutto e si tira un sonoro sbadiglione. Ciliegina sulla torta: le tracce sono strutturate in modo da sembrare un'unica grande suite. Ragazzi, volevo spararmi nei cosiddetti! Nulla da dire sulla qualità audio e sulla bontà dell'esecuzione. Il problema è proprio il come quest'ultima sia stata usata: a volte sembra di ascoltare gli Ulcerate, a volte i Beyond Creation, a volte ancora i Spawn of Possession... non si sa dove si voglia andare a parare e ciò che rimane è solo un grande senso di confusione ed un mal di testa causato dai riff arzigogolati, infiniti e senza senso. Insomma, un ingarbugliato volo pindarico che, alla fine, non porta a niente. Sufficienza politica solo per l'ottima qualità audio e per l'indiscutibile tecnica e bravura. Il mio consiglio è alleggerire tantissimo la proposta e cercare di capire dove voler andare a parare.

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