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Forse un po' derivativo, ma comunque ampiamente sufficiente il debut album dei Baalberith Forse un po' derivativo, ma comunque ampiamente sufficiente il debut album dei Baalberith Hot

Forse un po' derivativo, ma comunque ampiamente sufficiente il debut album dei Baalberith

recensioni

titolo
Manhunt
etichetta
Godz ov War Productions
Anno

PROVENIENZA: Polonia 

GENERE: Death/Black Metal 

FFO: Behemoth, Hate, Deicide, Morbid Angel, Hate Eternal 

LINE UP: 
Left - vocals 
Scab - guitars 
Silentstorm - guitars 
Killem - bass 
Wraith - drums 

TRACKLIST: 
1. 22 [04:37] 
2. I Know Your Future [03:45] 
3. Son of Sam [05:49] 
4. Your Last Step [04:16] 
5. Day's Covered Eyes [05:16] 
6. Bones and Teeth [03:25] =VIDEO= 
7. Tons of Mud [06:28] =ASCOLTA= 

Running time: 33:36 

opinioni autore

 
Forse un po' derivativo, ma comunque ampiamente sufficiente il debut album dei Baalberith 2021-04-01 10:49:37 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Attivi dal 2015 e con solo uno split in carniere ("Total Regression of Humanity" del 2015 con i Parh), hanno la settimana scorsa pubblicato il primo full-length - tramite Godz ov War Productions - o polacchi Baalberith, quintetto di Płock dedito ad un Death/Black che rispecchia in pieno la scuola di quelle terre (Behemoth, Hate, ecc. ecc.), pur avendo le sonorità dei Nostri anche una forte impronta dello US Death di Morbid Angel e Hate Eternal. "Manhunt" non sarà un album per cui strapparsi i capelli e che non farà dell'originalità il proprio vessillo, ma di certo possiamo dire che è un lavoro compatto e quadrato, in cui la band polacca dimostra di avere piena conoscenza del genere: dalle brutali "I Know Your Future e Bones and Teeth", passando per la cadenzata ma altrettanto potente "Son of Sam" - pezzo sul celebre serial killer americano - fino alla finale "Tons of Mud", i Baalberith sciorinano una prestazione più che soddisfacente grazie ad un riffingwork granitico che si accompagna ad una sezione ritmica precisa e martellante, muraglia sonora che perfettamente s'integra col cavernoso growl di Left.
Non aspettatevi dunque chissà quale novità: "Manhunt" è un lavoro che, in quanto a sound, più classico non si può, cosa che permette ai Baalberith di ottenere facilmente una sufficienza piena, ma non oltre. Certo per emergere dall'affollato sottobosco estremo polacco ci vuole ben di più, ma il quintetto di Płock può comunque, per ora, essere considerato un buon ascolto.

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