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Continua la costante ascesa degli inglesi Wode Continua la costante ascesa degli inglesi Wode Hot

Continua la costante ascesa degli inglesi Wode

recensioni

gruppo
titolo
Burn in Many Mirrors
etichetta
20 Buck Spin
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Sacramentum, Dissection, Watain, Uada, Craft, Absu 

LINE UP: 
M. Czerwoniuk - vocals, guitars, synth, keyboards 
D. Shaw - guitars, vocals 
E. Troup - bass 
T. Horrocks - drums, guitars, synth, keyboards 

TRACKLIST: 
1. Lunar Madness [06:12] =ASCOLTA= 
2. Serpent's Coil [05:09] 
3. Fire In The Hills [06:48] =ASCOLTA= 
4. Sulphuric Glow [04:43] 
5. Vanish Beneath [06:24] =ASCOLTA= 
6. Streams Of Rapture (I, II, III) [09:53] 

Running time: 39:09 

opinioni autore

 
Continua la costante ascesa degli inglesi Wode 2021-04-03 12:28:08 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    03 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quella dei britannici Wode è una carriera in costante ascesa; già dall'esordio omonimo s'intuivano le potenzialità della band di Manchester, confermate in pieno col secondo album "Servants of the Countercosmos", che segnò anche il passaggio ad Avantgarde Music. Ed oggi i Nostri arrivano a debuttare su 20 Buck Spin con il loro terzo album "Burn in Many Mirrors", disco che segna un ennesimo grande passo avanti per la band inglese: il Black/Death dai forti tratti melodici - i rimandi ad una certa frangia della scena estrema svedese sono chiarissimi - trova qui ulteriore nuova spinta in un lotto di brani - sei per la precisione - in cui ferocia, rabbia, ma anche un deciso gusto per sinistre melodie, come dicevamo, si uniscono alla perfzione consegnandoci un album estremamente godibile. Non mancano certe aperture dal vago sapore "thrashy", che nell'insieme contribuiscono alla fruibilità di "Burn in Many Mirrors": un esempio può essere l'ottima "Serpent's Coil", ma lo stesso discorso è applicabile alla totalità della tracklist, che si apre in grande stile con "Lunar Madness", una delle migliori opening track che mi sia capitato d'ascoltare ultimamente. Contribuiscono poi a dare quel tocco horror settantiano le tastiere opera del vocalist M. Czerwoniuk e del batterista T. Horrocks; l'arrembante "Fire in the Hills" - in cui possiamo trovare qualche richiamo al Thrash/Black degli Absu - e l'ottima suite finale "Streams Of Rapture (I, II, III)" sono poi altre gemme che impreziosiscono un lavoro che risulta essere convincente già dopo i primi due brani e che trova nella più diretta "Sulphuric Glow" i momenti migliori.
Tra le giovani stelle in ambito estremo nate nell'ultima decade, quella dei Wode, per quanto permeata di Nera Fiamma, appare come una delle più fulgide: il quartetto di Manchester non solo di album in album conferma le ottime impressioni sempre suscitate, ma sembra essere in costante ascesa, tanto che ad oggi possiamo dire che "Burn in Many Mirrors" è il loro lavoro più completo.

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