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Il ritorno dei Wolfchant con un album ad ampie vedute stilistiche Il ritorno dei Wolfchant con un album ad ampie vedute stilistiche Hot

Il ritorno dei Wolfchant con un album ad ampie vedute stilistiche

recensioni

gruppo
titolo
Omega: Bestia
etichetta
Reaper Entertainment
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Epic/ Pagan Metal

LINE UP:
Lokhi - Voce
Nortwin - Voce
Skaahl - Chitarra
Seehb - Chitarra
Ghust - Batteria

TRACKLIST:
01. Omega : Bestia
02. Komet
03. Into Eternal Darkness
04. Im Zeichen des Tiers
05. Der Geist und die Dunkelheit
06. Bestie
07. Jäger der Nacht
08. Out in the Dark
09. The Flame

opinioni autore

 
Il ritorno dei Wolfchant con un album ad ampie vedute stilistiche 2021-04-04 14:29:15 Marianna
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marianna    04 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2021
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Nonostante le più nefaste previsioni preannuncino un altro anno povero di live, per nostra fortuna le uscite discografiche non mancano. Ecco allora che aprile ci porta il nuovo lavoro dei Wolfchant. A quattro anni di distanza da “Bloodwinter” ritornano sulla scena con un disco carico di energia e potenti schitarrate - "Omega: Bestia" -, che tanto mancano al popolo Metal.

In apertura troviamo la instrumental title-track “Omega: Bestia” che, con l’unione di epicità, rigore e sontuosità, già dalle prime note delinea l’atmosfera Fantasy che andrà ad accompagnarci per tutto l’ascolto. Il brano seguente (“Komet”) è decisamente l’opposto del precedente: aggressivo e potente nei suoi riffs, è quanto di più stilisticamente vicino alla tradizione della band. Il genere proposto dai Nostri non è nulla di innovativo, bensì un’abile unione di Power ed Epic, in cui le parti in Scream rompono la maestosità di tali generi. L’effetto è ben udibile in pezzi come “Into Eternal Darkness”, in cui le voci dei vocalists Lokhi e Nortwin creano un duetto antitetico nella forma, ma che ben si sposano tra loro. Il mix canoro esplode nel ritornello in cui si mantiene quella che è la maestosità dello stile Epic, accompagnandola alla forza trascinante tipica del Pagan ed alla velocità del Power. Il risultato è il classico ritornello che viene da sé cantare a squarciagola, magari brandendo una birra in mano. Il punto di forza dei bavaresi Wolfchant sta nell’abilità di fondere più generi musicali; sebbene il sound non dia origine ad un prodotto ex novo, è comunque particolare ed originale in tutta la tracklist. Le atmosfere che vengono a crearsi, dapprima risultano oscure ed aggressive, per poi mutarsi subito dopo in arie più quiete, quasi magiche (vedi la manciata di secondi a partire dal minuto 4.08 di “Der Geist und die Dunkelheit” ndr.).

I Wolfchant si riconfermato sicuramente come una proposta interessante. Il sound è una miscela di Extreme, Power, Pagan e (a tratti) Viking, i quali si reggono sulle potenti chitarre di Skaahl e Sheelb, le quali, però, riescono a dare il giusto spazio alle tastiere. Il risultato è un album ricco di sfumature, adatto ad un pubblico giovane ed amante del Metal estremo moderno.

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