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Tra folklore e tradizioni storiche delle regioni baltiche il terzo album dei polacchi Varmia Tra folklore e tradizioni storiche delle regioni baltiche il terzo album dei polacchi Varmia

Tra folklore e tradizioni storiche delle regioni baltiche il terzo album dei polacchi Varmia

recensioni

gruppo
titolo
Bal Lada
etichetta
M-Theory Audio
Anno

PROVENIENZA: Polonia 

GENERE: Folk/Pagan Black Metal 

FFO: early Enslaved, Drudkh, Wolves in the Throne Room, Spite Extreme Wing, Wardruna 

LINE UP: 
Lasota - vocals, guitars
Alle - bass, vocals
Svarrge - drums
Piotr - percussion, tagelharpa, goat horn, wood tuba, krivula, vocals 

TRACKLIST: 
1. Woanie [01:56] 
2. Bielmo [04:50] =VIDEO= 
3. Ruja [05:12] 
4. Upperan feat. Jagna [05:11] =VIDEO= 
5. Nazachód [05:42] 
6. Zari Deiwas [07:51] 
7. O [06:37] 
8. Głody [07:15] 
9. Ten blask co po nim śmierć [06:39] =VIDEO= 
10. Koniec [07:24] 

Running time: 58:37 

opinioni autore

 
Tra folklore e tradizioni storiche delle regioni baltiche il terzo album dei polacchi Varmia 2021-04-06 16:03:23 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    06 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Aprile, 2021
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Quello dei polacchi Varmia è un nome non molto conosciuto ai più, mentre per chi segue più da vicino il sottobosco europeo - soprattutto quello del Centro Europa e delle derive Pagan/Folk - è col tempo diventato uno dei nomi più interessanti e, ad oggi, probabilmente ancora troppo sottovalutati in circolazione. Fautori di un Folk/Pagan Black in cui possiamo trovare rimandi a gente come Drudkh, primi Enslaved e Wolves in the Throne Room, i Varmia hanno recentemente pubblicato il loro terzo album "Bal Lada" tramite M-Theory Audio, rispettivamente a quattro e tre anni di distanza dai primi due buonissimi album "Z mar twych" e "W ciele nie". Con questa terza fatica, i Nostri compiono un notevole passo avanti: non è eresia dire che "Bal Lada" è il lavoro più completo e maturo della band polacca, con quasi un'ora di musica che passa senza pesare, tra passaggi evocativi, feroci accelerazioni, fraseggi granitici dal sapore Death/Black, il tutto arricchito da atmosfere che sanno di Folk nordico (Wardruna su tutti), grazie al grandioso lavoro di Piotr con i tradizionali strumenti etnici. Con i Varmia si ha poi modo di venire a conoscenza delle vecchie tribù baltiche e della storia della regione da cui prendono il nome, Warmia, sita nel nord della Polonia: certo bisognerebbe comprendere il polacco, visto che l'act di Olsztyn ha scelto la madrelingua (che detto sinceramente perfettamente interpreta le tematiche della band). Se sul piano musicale l'enorme varietà stilistica rappresenta un grosso punto a favore, lo stesso si può dire per l'impressionante lavoro vocale: tra scream e growl del cantante/chitarrista Lasota fa spesso capolino un cantato in clean che richiama, di nuovo, le tradizioni baltiche (ad esempio in "O"). Ed a proposito di tradizioni, così come i primi due album dei Varmia sono stati registrati in location remote e culturalmente significanti della Polonia, i Nostri si sono ripetuti anche con "Bal Lada", registrato in uno studio messo su all'interno di un maniero del XIX secolo nel nord della Polonia; non una novità per chi conosce già come registravano i nostri Spite Extreme Wing - band tra l'altro spesso "chiamata in causa" nelle sonorità dei Varmia -, ma comunque altro segno di come la band polacca sia particolarmente attenta ad ogni minimo dettaglio.
Questo debutto su M-Theory dei Varmia segna di certo un grande passo avanti per la band polacca: la label americana potrà permettere ai Nostri di ampliare sensibilmente il bacino di utenza rispetto alla comunque ottima Pagan Records; siamo sicuri che in questo modo i Varmia potranno finalmente cominciare a raccogliere quanto effettivamente meritano, e farlo con un album maturo e così completo come "Bal Lada" sarà un bonus non da poco. Segnatevi questo nome: la loro futura crescita potrà essere esponenziale.

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