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Animal House, uno dei migliori debut album degli ultimi tempi! Animal House, uno dei migliori debut album degli ultimi tempi! Nuovo Hot

Animal House, uno dei migliori debut album degli ultimi tempi!

recensioni

titolo
"Living in black and white"
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

TRACKLIST:
1. Need to be me
2. The ghost of a lonely man (feat. Michele Guaitoli)
3. The only way to live
4. The man from nowhere
5. Living in black and white
6. Eyes of revenge (feat. Roberto De Micheli)
7. Beyond your fate
8. Bintars (feat. Paolo Crimi)

LINE-UP:
Antonio Boscari - Voce
Carlo Venuti - Chitarra
Claudio Livera - Chitarra
Thomas Titze - Chitarra
Andrea Attollino - Basso
Massimo Ginger Bravo - Batteria

opinioni autore

 
Animal House, uno dei migliori debut album degli ultimi tempi! 2021-04-07 08:28:25 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    07 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Devo fare pubblica ammenda: ero partito prevenuto nei confronti di questo disco; già il nome della band non mi aveva entusiasmato (Animal House mi sembrava “poco metal” e poco credibile), poi avevo pensato (sbagliando di grosso, fortunatamente!) che da una ex-cover band non c’era molto da aspettarsi, ben sapendo che non tutti possono essere come i Trick or Treat o gli Skeletoon. Poi, ho visto che nella formazione c’è un chitarrista di tutto rispetto come Thomas Titze degli Overtures, ho anche scoperto che il grande Michele Guaitoli era ospite in un pezzo (e lui non sbaglia mai un colpo!) e che perfino Roberto De Micheli dei Rhapsody of Fire e l’ex-Extrema Paolo Crimi avrebbero partecipato al disco, allora mi sono incuriosito ed ho cominciato a pensare che la mia prima impressione potesse essere inesatta. Quando poi ho fatto partire l’opener “Need to be me” mi sono reso conto che avevo sbagliato di brutto e che questi Animal House sono una band di tutto rispetto! Un power metal molto elegante e tecnico connota questo “Living in black and white”, composto da 8 tracce per una durata totale di poco inferiore ai 37 minuti, con un artwork intrigante, lontano dai classici cliché di questo genere musicale. Raramente ho ascoltato un debut album di siffatta qualità; ogni traccia ha un livello qualitativo di molto superiore alla media ed è un piacere ascoltare e riascoltare il tutto, tanto che ogni volta, alla conclusione del disco, la voglia di ripigiare il tasto “play” è decisamente forte, come raramente accade facendo recensioni. E’ tutto l’album che colpisce per compattezza e qualità, tanto che mi verrebbe difficile indicare eventuali pezzi preferiti rispetto ad altri; ad occhio e croce, direi “Eyes of revenge”, tellurica e velocissima, di fronte alla quale è sostanzialmente impossibile rimanere fermi ed impassibili; aggiungerei “The ghost of a lonely man”, molto vicina alla produzione degli indimenticabili Overtures (anche per la presenza di Guaitoli), la già citata opener “Need to be me” e la struggente title-track, traccia lenta da brividi! Da citare anche la conclusiva “Bintars”, scritta su richiesta dell’omonimo gruppo di bikers nel 2019, del quale è diventato l’inno ufficiale. “Living in black and white” è un debut album con i controfiocchi a cui è quasi impossibile trovare difetti, è cantato benissimo, suonato altrettanto ottimamente da tutti i musicisti senza eccezione, prodotto in maniera eccelsa, cosa volere di più insomma? Segnatevi il nome degli Animal House, perché potrebbero in futuro riservarci altre sorprese come questo splendido disco!

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