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Inaugurano il 2021 con un magnifico concept album gli svizzeri Aara Inaugurano il 2021 con un magnifico concept album gli svizzeri Aara Nuovo

Inaugurano il 2021 con un magnifico concept album gli svizzeri Aara

recensioni

gruppo
titolo
Triade I: Eos
etichetta
Debemur Morti Productions
Anno

PROVENIENZA: Svizzera

GENERE: Atmospheric Black Metal

TRACKLIST:
1. Fathum
2. Tantalusqual
3. Naufragus
4. Nimmermehr =ASCOLTA=
5. Das Wunder
6. Effugium

LINE-UP:
Fluss - vocals
Berg - guitars, bass
J. - drums

opinioni autore

 
Inaugurano il 2021 con un magnifico concept album gli svizzeri Aara 2021-04-07 16:18:02 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    07 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 07 Aprile, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

C'è poco da fare: quando leggi Debemur Morti Productions sai già a occhi chiusi che quello che starai per ascoltare sarà un signor album. E come volevasi dimostrare, gli svizzeri Aara ci presentano un quarto lavoro, il qui presente "Triade I: Eos", a dir poco sorprendente e dall'incredibile potenza evocativa. Trattasi di un concept album che andrà a costituire una trilogia incentrata sul romanzo gotico “Melmoth The Wanderer” (“Melmoth l’Errante”), opera del 1820 dello scrittore Charles Robert Maturin.
Ora, che il metal sia un genere che da sempre pesca nell'immaginario gotico ed orrorifico è cosa ben nota. Da Lovecraft a Poe, fino alle distopie e al fantasy, la proposta musicale ispirata alla letteratura è pressoché infinita. La differenza, dunque, non sta tanto nell'originalità dell'argomento - per quanto ogni concept album sia a modo suo unico ed irripetibile - quanto piuttosto nell'attitudine e nel modo di trattarlo. E gli Aara, con un atmospheric black metal ispirato e sognante, rientrano perfettamente, ed a pieni voti, in quella cerchia di band in grado di dare vita a delle vere e proprie opere messe in musica. "Triade I: Eos" è un album complesso, stratificato ed ipnotico in cui non vi è un solo singolo attimo di respiro e dove i riff di chiara derivazione Emperor giocano con la psiche dell'ascoltatore. Accompagnati da una sezione ritmica incessante e inarrestabile, i 6 brani proposti ci porteranno all'interno di un viaggio di 45 minuti in cui la narrazione della prima parte del romanzo lascia il posto a scenari orrorifici ed eterei. Il tutto senza mai sfociare in un lavoro fine a se stesso ed eccessivamente pomposo. Gli Aara si mantengono all'interno di una proposta ricca e sfaccettata ma non per questo pomposa o stucchevole. Le melodie sono ben percepibili, anzi, a volte direi quasi predominanti (vedasi "Das Wunder"), ma dal gusto sobrio e per nulla fastidioso - anzi, sono stupende -. Con questo terzo album il trio svizzero dà maggiore enfasi alla sua proposta musicale, senza tuttavia eccedere in fastidiosi orpelli. Un black metal atmosferico equilibrato, in cui le chitarre velenose e e pungenti si stagliano al di sopra di uno sfondo malinconico, sognate e sinfonico. Apprezzatissima, inoltre, la prova canora di Fluss, la cui voce si scioglie all'interno della musica quasi come un'eco di dolore lontanissima ed evanescente. A tratti mi ha ricordato lo scream acidissimo di Hoath Torog dei finlandesi Behexen (tra l'altro sempre licenziati da Debemur Morti Productions).
Insomma, a conti fatti gli Aara, dopo nemmeno un anno dal precedente ed ottimo "En Ergô Einai", inaugurano il 2021 con il loro lavoro più maturo e completo, il quale sicuramente ha dato il via ad una nuova ed interessante fase musicale. Aspetterò con ansia i prossimi due lavori e la conclusione di questa triade, che per ora è iniziata a pieni voti.

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