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Per i Woe unto Me un ottimo EP con rimandi a Katatonia e My Dying Bride Per i Woe unto Me un ottimo EP con rimandi a Katatonia e My Dying Bride Hot

Per i Woe unto Me un ottimo EP con rimandi a Katatonia e My Dying Bride

recensioni

titolo
Spiral-Shaped Hopewreck
etichetta
BadMoodMan Music
Anno

PROVENIENZA: Bielorussia 

GENERE: Gothic Doom/Death Metal 

FFO: My Dying Bride, Katatonia, Paradise Lost, Shape of Despair, Doom:VS  

LINE UP: 
Artem Sedyuk - harsh vocals, guitars 
Igor Kovalev - clean vocals, keyboards, samples 
Dzmitry Shchyhlinski - guitars 
Ivan Skrundevskiy - bass 
Olga Apisheva - keyboards 
Pavel Shmyga - drums 

TRACKLIST: 
1. And Every Piece of a Being Was Washed Away by the [01:10] 
2. Spiral-Shaped Hopewreck [11:30] =ASCOLTA= 
3. Dissolving and then Forming a New Image so [00:50] 
4. Sad and Slow [06:07] =ASCOLTA= 
5. Sowing Itself Like Seeds into the Soil Becoming a Chrysalis in the State of [01:12] 
6. Lethargica [07:24] =ASCOLTA= 
7. Only to Wake Up in the Reality of Chaos and Burn Its Wings of Creation [01:55] 

Running time: 30:08 

opinioni autore

 
Per i Woe unto Me un ottimo EP con rimandi a Katatonia e My Dying Bride 2021-04-08 15:14:28 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben quattro anni dal nostro primo incontro con i bielorussi Woe unto Me, all'epoca dell'uscita del buonissimo "Among the Lightened Skies the Voidness Flashed"; poco meno di un mese fa la band est europea ha fatto ritorno con questo nuovo lavoro in esame, l'EP "Spiral-Shaped Hopewreck" licenziato da BadMoodMan Music - sussidiaria di Solitude Productions -, un disco della durata di mezz'ora che si presenta come una lunga suite divisa in sette parti: tre brani effettivi, intro, outro e due intermezzi (strumentali, of course). Chi dalla band bielorussa s'attendeva il "classico" lavoro a cavallo tra Funeral Doom e Death/Doom sarà sicuramente spiazzata da questa nuova uscita, che parte sulle note dell'intro dal sapore Pink Floyd "And Every Piece of a Being Was Washed Away by the", la quale va a riversarsi nella title-track, pezzo in cui troviamo un perfetto mix tra My Dying Bride (nei momenti più "duri" ed atmosferici) e, soprattutto Katatonia, rimandi che si hanno soprattutto grazie all'enorme uso delle clean vocals di Igor Kovalev, la cui voce ricorda non poco per espressività e drammaticità quella del grandioso Jonas Renkse. Abbiamo dunque, in questo EP, i Woe unto Me che prendono qualche distanza dalle sonorità care a gruppi come Doom:VS, Shape of Despair, Aeonian Sorrow, per puntare decisi ad un ibrido tra il Gothic Doom/Death ed il Depressive Prog Rock katatoniano, con risultati, dobbiamo, dire, incredibilmente apprezzabili. Tralasciando le brevi strumentali, i tre brani che poco fa abbiamo definito "effettivi", ci mostrano una band a proprio agio con queste sonorità, in cui voce pulita, arpeggi malinconici ed una sezione ritmica articolata fanno da punti focali.
Lungi dall'essere l'ennesima band che prova a "scimmiottare" gli immensi Katatonia, per quanto influenzati dal colosso svedese i Woe unto Me dimostrano come non manchi loro una certa dose di personalità, che va anche ad accendere la curiosità su di un prossimo lavoro su lunga distanza.

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