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In viaggio verso l'abisso coi Saille In viaggio verso l'abisso coi Saille

In viaggio verso l'abisso coi Saille

recensioni

gruppo
titolo
V
etichetta
Black Lion Records
Anno

PROVENIENZA: Internazionele (Spagna, Paesi Bassi, Belgio)

GENERE: Symphonic Black Metal/ Blackened Death Metal

LINEUP:
Jesse Peetoom - Vocals
Reinier Schenk - Guitars
Juanjo Pérez - Guitars
Kristof Van Iseghem - Bass
Tony Van den Eynde - Drums

TRACKLIST:
1. Suffering Sanctuary (parts 1, 2, 3) [6:34]
2. Fetid Flesh [5:48]
3. Charnel Chamber [6:44]
4. Loathsome Legacy [4:27]
5. Empty Expanse [6:27]
6. Baleful Beauty [6:10]
7. Terror Tapestry [5:42]
8. Mirror Motions [Bonus Track] [4:17]

Running time: 46:09

opinioni autore

 
In viaggio verso l'abisso coi Saille 2021-04-10 16:40:12 Oneiros
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Oneiros    10 Aprile, 2021
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Ne è passata di acqua sotto ai ponti, in casa Saille, dall'uscita del loro precedente album, "Gnosis" (Code666 Records, 2017). Nomen omen, "V" è il quinto disco della formazione internazionale, alle cui fila si sono aggiunti un paio di anni fa il chitarrista Kasky Svart, al secolo Juanjo Pérez, e il titanico Jesse Peetoom, voce tra le altre dei DunkelNacht e degli Aran Angmar. La prima prova sulla lunga distanza del rinnovato quintetto con l'attuale formazione vede la luce per Black Lion Records e di per sé non compromette né stravolge l'immagine che la band si è costruita nel suo decennio e più di attività.

Otto tracce, bonus track compresa, che trasudano male e oscurità da ogni poro. Le atmosfere sono opprimenti, le movenze costantemente spasmodiche, il comparto lirico che ruota attorno a tematiche legate a "the fearful, the uncanny, and the weird" — per dirla con le parole dell'etichetta. La proposta dei Saille, come un opale nero, è attraversata da diverse sfumature e riunisce al suo interno venature death pur tenendosi fermamente sui binari del black. Quando Van den Eynde pressa incessantemente dietro la batteria, i Nostri ricordano non poco le follie dei Naglfar, mentre nei momenti meno ossessivi e più psicotici il loro massiccio sound somiglia a quello dei nostrani Darkend (col cui bassista Peetoom condivide l'esperienza nei già citati Aran Angmar), assestandosi su un melodicamente malvagio stile di scuola Dark Funeral. Sebbene non ci siano veri stravolgimenti nell'approccio dei cinque artisti ai misteri del metal estremo, la presenza di un nuovo chitarrista con alle spalle una certa esperienza in ambito death assieme a quella dell'ottimo cantante, capace di dare il 100% su tutti i fronti, contribuisce ad acuire e sottolineare tutte le doti migliori del progetto. È un peccato che l'intero "V" non si mantenga sempre sul livello di "Charnel Chamber" e di "Empty Expanse", gli episodi migliori del lotto, eppure nonostante questo l'album non fatica a piacere.

Insomma, al netto della scelta volutamente simpatica (?) di intitolare tutti i pezzi con combinazioni di due parole che iniziano con la stessa lettera, il nuovo album dei Saille si è dimostrato una piacevole scoperta. Un recupero, quello di "V", consigliato quindi a chi non disdegna l'accompagnamento delle sue letture lovecraftiane con un po' di sani estremismi e, perché no, un bel calice di Chianti.

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