A+ A A-
 

L'accettazione del dolore secondo Kariti L'accettazione del dolore secondo Kariti Hot

L'accettazione del dolore secondo Kariti

recensioni

gruppo
titolo
Covered Mirrors
etichetta
Aural Music
Anno

PROVENIENZA: Russia

GENERE: Dark/ Folk

LINE UP:
Kariti - Voce/ Chitarra

TRACKLIST:
1. Intro
2. Sky Burial
3. Kybele's Kiss
4. The Baptism Of A Watch
5. Penance
6. Ann (Requiem To Death)
7. II Corvo
8. Absent Angels
9. Abyss

opinioni autore

 
L'accettazione del dolore secondo Kariti 2021-04-11 17:57:49 Marianna
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Marianna    11 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Kariti, che in una antica lingua ecclesiastica slava significa “piangere i morti”, è una giovane e talentuosa artista russa approdata in Italia più di dieci anni fa. Debutta nella scena musicale con un disco “cupo” e fortemente introspettivo, già dalla scelta del nome: “Covered Mirrors”. Esso si rifà all’antica tradizione slava (e non solo) di coprire gli specchi della casa del defunto per tutto il periodo del lutto, ciò per evitare che la sua anima vi resti intrappolata.

Sin dall’inizio con “Sky Burial” si respira un’aria malinconia e solenne, la stessa che ci accompagnerà per tutta la tracklist; il primo brano proposto in tutta la sua semplicità ed armonia, ha profonde tinte Dark che cullano durante l’ascolto. La validità di questa artista emergente sta tutta nella sua grande forza evocativa, resa in maniera sublime attraverso pochi semplici strumenti: una chitarra acustica, fingerstyle e voce tenue ma profondamente toccante. Tutto ciò diventa funzionale alla resa dei concetti proposti da Kariti, ovvero il trattare il tema della morte diventato, soprattutto nell’epoca odierna, tabù. Esperienze personali, letteratura (Dostoevskij, Bulgakov, Efremov), il folklore legato alle proprie radici, i grandi compositori e pittori, hanno ispirato Kariti e le sue opere. Un esempio di tali influenze che convergono tra loro è "Baptist Ved’my (The Baptism Of a Witch)": ispirata ad un’antica canzone Folk russa, è stata riarrangiata grazie anche all’aiuto di Lorenzo Della Rovere (qui suona la chitarra, ma ha anche registrato e mixato il disco). Sebbene le tracks siano accomunate da un forte senso di misticismo ed austerità, non si scade mai nel banale o nella pesantezza; l’ascoltatore viene coinvolto in questo viaggio introspettivo, guidato dalla semplicità della musica, degli strumenti e dal timbro di voce dimesso. “Anna (Requiem To Death)" è la dimostrazione di quanto detto poc’anzi: nonostante la chitarra distorta iniziale e qualche breve ed accennato acuto, il cantato si mantiene sempre quasi liturgico ed a tratti sofferente, soprattutto in relazione alle tematiche trattate.

“Covered Mirrors” è un lavoro toccante sia per gli argomenti scelti, sia per la resa; la semplicità diventa giocoforza dell’artista. Un primo lavoro accattivante, non solo per la difficile classificazione musicale (Dark Folk? Folk? Doom?), ma anche per la scoperta della bravura di Kariti sia nella stesura dei testi che nell’accompagnamento di questi. Un disco che sicuramente si discosterà dal gusto dei più, in quanto fortemente introspettivo, dalla tematica dura, cruda e per una resa altrettanto complessa. L’ascolto richiede un attimo di pace e di contatto sensoriale con il nostro intimo, accettando anche di lasciarsi travolgere dalle emozioni; sebbene questo velo di cupezza si dirami per tutta la tracklist, la volontà di fondo è quella dell’accettazione del dolore e del tema della morte, per superarle a pieno. Kariti con “Covered Mirrors”è una piacevole scoperta nel panorama nostrano, una chicca diversa da solito e da concedersi in momenti particolarmente riflessivi.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Fortunato, si deve migliorare su diversi aspetti
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Meravigliosa sorpresa a nome Yattafunk!!!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un viaggio nel medioevo con i Sommo Inquisitore
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
A zonzo sul confine tra Svezia e Norvegia col debutto degli Åskog
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli indiani Against Evil ed il loro genuino heavy metal
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Artillery: con una X segnano il decimo album
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Un debutto sufficiente per gli Helltern
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Junkwolvz: un esordio incerto.
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Segnatevi il nome dei Nightshadow!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Immortal Sÿnn virano verso il thrash
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
"Conquistador", il debutto super-complesso degli Stone Healer
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Haunt: nel segno della tradizione
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla