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Lontani da qualsiasi catalogazione: nuovo EP per i Phlebotomized Lontani da qualsiasi catalogazione: nuovo EP per i Phlebotomized Hot

Lontani da qualsiasi catalogazione: nuovo EP per i Phlebotomized

recensioni

titolo
Pain, Resistance, Suffering
etichetta
Petrichor
Anno

PROVENIENZA: Olanda 

GENERE: Progressive/Avant-garde Death/Doom Metal 

FFO: Edge of Sanity, Morbid Angel, Demilich, Nocturnus, My Dying Bride 

LINE UP: 
Ben de Graaf - harsh vocals 
Tom Palms - guitars, clean vocals 
Dennis Bolderman - guitars 
Thijs van der Sluijs - guitars 
André de Heus - bass 
Rob of 't Veld - keyboards 
Alex Schollema - drums 

TRACKLIST: 
1. It Will Pass... [02:14] 
2. Pain, Resistance, Suffering [01:57] 
3. No Surrender [04:27] 
4. Beheaded Identity [04:52] 
5. You Have No Idea [01:28] 
6. Collusion Starts Here [04:30] 
7. GPS (Global Problems Served) [04:54] =ASCOLTA= 

Running time: 24:22 

opinioni autore

 
Lontani da qualsiasi catalogazione: nuovo EP per i Phlebotomized 2021-04-12 12:07:37 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Aprile, 2021
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Se c'è una band che rifugge qualsiasi catalogazione, quella è di certo quella qui in esame: gli olandesi Phlebotomized, band tornata alla ribalta nel 2018 con l'ottimo - anche se forse un po' dispersivo - "Deformation of Humanity" e che torna oggi con l'EP "Pain, Reistance, Suffering", edito da Petrichor. E la dimensione più breve dell'EP è forse l'ideale per godersi a pieno l'ampio spettro di sonorità di Tom Palms e soci; dicevamo che i Phlebotomized sono una band che rifugge le catalogazioni, ma la realtà nuda e cruda è che a loro non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di restare immobili in quella che dovrebbe essere per loro una sorta di comfort zone di un genere preciso da cui attingere. Ed è così che partiamo con la breve strumentale "It Will Pass..." che lascia poi spazio alla ancor più breve ma quanto mai feroce title-track, brano violento in cui possiamo cominciare a notare come il lavoro in coppia di chitarre e tastiere sia il nucleo portante dei sette ragazzotti olandesi; neanche il tempo di abituarsi che arrivano due pezzi più lunghi: "No Surrender", canzone Progressive Death che sembra rinverdire i fasti della vecchia scuola di gente come Edge of Sanity e Nocturnus, e "Beheaded Identity", in cui i Phlebotomized cambiano nuovamente e totalmente registro, spostandosi verso i lidi di un Gothic/Doom novantiano con rimandi a My Dying Bride e The Gathering. E tanto per spiazzare ancora l'ascoltatore, il quinto brano è un'altra breve mazzata in cui il ruolo di protagonista se lo prende il drumming forsennato di Alex Schollema. E questo sembra essere forse il trait d'union di "Pain, Resistance, Suffering": un brano breve e violento seguito da due più lunghi, atmosferici e che mettono in mostra l'anima Progressive/Avant-garde dei nostri. E i due pezzi che chiudono l'album, "Collusion Starts Here" e "GPS (Global Problems Served), sono due veri e propri gioielli, la prima con interessantissime melodie ed un mood estremamente catchy dato anche dall'ottimo connubio tra le harsh vocals di Ben de Graaff - maestoso su tutto l'EP - e quelle pulite del mastermind Palms, la seconda più Death-oriented ma con quel tocco gotico dato dalle tastiere di Rob op 't Veld.
Basta meno di mezz'ora ai Phlebotomized per riuscire a colpire forse anche più del precedente full length "Deformation of Humanity": nei poco più di 24 minuti di "Pain, Resistance, Suffering" è possibile trovare tutto quello che ruota attorno e all'interno dell'universo Phlebotomized; una band ed un lavoro da ascoltare senza alcun tipo di pregiudizio e senza paraocchi: dalla band olandese non si sa mai cosa potersi aspettare.

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